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Giornata dell'Alzheimer, Forlì apre le porte del Centro Esperto della Memoria

Il Centro Esperto della Memoria dell’Ausl di Forlì apre le porte al pubblico e offre la possibilità di testare i nuovi giochi interattivi messi a punto nell’ambito del progetto europeo “Sociable”.

Il Centro Esperto della Memoria dell’Ausl di Forlì apre le porte al pubblico e offre la possibilità di testare i nuovi giochi interattivi messi a punto nell’ambito del progetto europeo “Sociable”. Venerdì 21 settembre, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, tutti coloro che sono interessati potranno avere una dimostrazione pratica delle innovative metodiche, dirette a stimolare le principali funzioni cognitive compromesse dalla malattia, cimentandosi nelle attività proposte e ricevendo tutte le informazioni desiderate sul progetto, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’obiettivo 1.4 “ICT per invecchiare bene” del Programma di supporto alle politiche ICT (Information & Communication Technology) 2007-2013, con lo scopo di migliorare la qualità della vita della popolazione anziana attraverso il contributo delle moderne tecnologie informatiche e telematiche.

Il Centro, situato all’interno del Day-Hospital (padiglione Allende, primo piano) dell’U.O. di Geriatria, diretta dal dott. Giulio Cirillo, sarà aperto dalle 8 alle 18, col personale sanitario a disposizione della cittadinanza per offrire approfondimenti e/o rispondere a ogni quesito inerente la demenza. Tale patologia, di cui la malattia di Alzheimer rappresenta la forma più frequente e aggressiva, è epidemiologicamente in espansione, con circa 500 nuovi casi per anno nella popolazione ultrasessantacinquenne dell’Ausl di Forlì. Una crescita che si riflette naturalmente sulla mole di lavoro del Centro Esperto della Memoria che, nel 2011, ha effettuato 496 prime visite e 1.230 visite di controllo, di cui 788 di follow-up di pazienti in carico.

Al momento, l’arma più efficace nel contrastare il fenomeno è la diagnosi precoce: non disponendo ancora di terapie che consentano la guarigione, riconoscere per tempo la malattia è l’unico modo per utilizzare al meglio le risorse, farmacologiche e non, oggi a disposizione. «E’ ormai assodato che per intervenire concretamente nei confronti dell’Alzheimer è fondamentale iniziare un trattamento il più precocemente possibile, prima cioè della fase in cui la compromissione cognitiva e funzionale è tale da inficiare l’autonomia dei malati – illustra il dott. Giulio Cirillo, direttore dell’U.O. di Geriatria dell'Ausl di Forlì  – in attesa di terapie farmacologiche che agiscano in tal senso, la letteratura prova che uno stile di vita sano, con attività fisica, sociale e intellettiva può moderare il rischio di sviluppare la patologia». Proprio in questo solco s’inserisce il progetto “Sociable”, nel cui ambito sono state ideati e sviluppati giochi ed attività in grado non solo di stimolare, attraverso una metodologia interattiva basata su supporti tecnologici innovativi - nello specifico una piattaforma touch-screen (MS Surface) e Tablet PC -, abilità cognitive quali memoria, attenzione, ragionamento e linguaggio, ma anche di favorire la riattivazione sociale e relazionale nell’anziano. Le nuove strumentazioni, messe a punto in collaborazione tra medici esperti nel settore e tecnici informatici, sono state sperimentate su un totale di 350 pazienti, di cui 95 arruolati all’interno del sito pilota dell’Ausl di Forlì. I risultati dello studio saranno presentati ufficialmente nel corso dell’incontro conclusivo con la Commissione Europea, in programma il prossimo 12 dicembre, con la partecipazione dei rappresentanti di tutti gli 11 partner coinvolti nel progetto - appartenenti a quattro stati europei (Grecia, Norvegia, Spagna e Italia) - di cui quattro tecnologici (Cedaf, Singular Logic di Atene, Lab Human di Valencia, Aiju di Alicante), tre di tipo socio-assistenziale (comuni di Trondhheim, Kifissia e Forlì), ed altri quattro sanitari (Hygeia di Atene, Previ di Valencia, Fondazione S. Lucia di Roma e U.O. di Geriatria di Forlì). I dati attualmente disponibili sono comunque incoraggianti. «Dai questionari di gradimento somministrati agli anziani al termine del percorso di training, il 90% dei soggetti ha espresso elevati livelli di soddisfazione per l’esperienza effettuata, vissuta in maniera piacevole e stimolante, sia per quanto riguarda i giochi e l’effetto percepito sulle proprie facoltà mentali, sia in termini di socializzazione e riduzione del senso di isolamento e depressione – commenta il dott. Cirillo –. Inoltre, dal punto di vista più prettamente clinico, dalle prime analisi effettuate sui dati raccolti, sono emersi effetti di miglioramento, statisticamente rilevanti, alle prestazione ai test cognitivi e un evidente impatto positivo sul livello di socializzazione e sull’umore dei pazienti coinvolti».

 


Nella giornata di venerdì, il personale sanitario sarà affiancato nella propria opera di sensibilizzazione dai volontari della associazione “La Rete Magica, amici per l’Alzheimer ed il Parkinson”, che disporranno di un proprio punto informativo. Fra il centro e il sodalizio è in atto, infatti, un proficuo connubio, in particolare per aiutare i familiari dei malati ad affrontare le conseguenze della malattia. Il centro collabora, inoltre, insieme a “La Rete Magica”, ai progetti “Amarcord e Cafè” e ai gruppi di stimolazione cognitiva, oltre che all’organizzazione di incontri informativi.

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