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Giornata europea dei Giusti, un'occasione di condivisione della memoria

Aderendo all'iniziativa, il Comune di Forlì celebrerà la ricorrenza nella giornata di venerdì 8 marzo, alle ore 18.00, in Viale Matteotti 2/4

Nel 2012 il Parlamento Europeo ha istituito la “Giornata europea dei Giusti”, da commemorarsi il 6 marzo di ogni anno, a ricordo di “Coloro che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l'umanità e ai totalitarismi”. L’intento è di sottolineare come il “Ricordo del Bene” sia fondamentale anche nel processo d'integrazione europea, perché indica alle generazioni più giovani che chiunque può decidere di aiutare gli altri esseri umani difendendo la dignità umana, e che le istituzioni pubbliche hanno il dovere di rimarcare l'esempio rappresentato dalle persone che sono riuscite a proteggere coloro che hanno subito persecuzioni fondate sull'odio.

Aderendo all'iniziativa, il Comune di Forlì celebrerà la ricorrenza nella giornata di venerdì 8 marzo, alle ore 18.00, in Viale Matteotti 2/4, presso l'Avenida Matta, momento in cui l’Assessore alla Pace e Diritti Umani Katia Zattoni interverrà, a ricordo dei Giusti, alla cerimonia di inaugurazione della seconda tappa della Mostra fotografica “prima in Marcia... poi in Mostra”, dedicata alla Marcia della Pace di Forlì-Cesena.

Sulla “Giornata europea dei Giusti” il vice presidente della Provincia, Guglielmo Russo, sottolinea “la “rivoluzionarietà” di quest’appuntamento che, sebbene sovrasti tutti noi “in altre faccende affaccendati”, merita decisamente e ci chiede di fermarci a ragionare, anche solo per un istante, sulle tante figure, spesso anonime, che nel silenzio e travolti da ideologie imperanti hanno comunque fatto la loro scelta controcorrente a difesa della vita e della giustizia. I Giusti, appunto. I Giusti sono coloro che si sono battuti per la dignità dell’altro, persone che sono state in grado di calarsi nei panni dell’altro e si sono opposti, nel loro piccolo, al dilagare del male”.

“Fino a poco tempo fa era impensabile che si ricordassero tutti assieme, nella stessa giornata, le atrocità di tutti gli stermini, dalla persecuzione degli armeni all’Olocausto, dalle pulizie etniche del Ruanda alle distruzioni sociali della Cambogia, passando per le persecuzioni comuniste – aggiunge Russo -. Con questa Giornata, invece, siamo passati da una paradossale difficoltà di condividere le sofferenze umane di base che hanno caratterizzato fenomeni così diversi, all’affermazione di una cultura comune, europea. Per la prima volta, dopo la memoria, si apre un processo non meno importante di condivisione delle memorie, che si fa fondamento per la coscienza europea, da trasmettere ai giovani come patrimonio per la costruzione di una Europa sempre di più dei popoli”.

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