Giornata mondiale dell'acqua, incontro del Wwf su come utilizzare al meglio la risorsa idrica

Il tema è di attualità anche locale, con un piano allo studio di Romagna Acque in cui si ipotizza anche la creazione di nuovi invasi, contro i quali il Wwf si è espresso negativamente

I cambiamenti climatici, l’eccessivo sfruttamento delle acque, l’inquinamento, la canalizzazione dei fiumi, la distruzione degli habitat acquatici, la conseguente perdita di servizi ecosistemici e la mancata attuazione di importanti direttive europee sono tra le cause principali dell’attuale grave crisi idrica mondiale. E' quanto spiega il Wwf che organizza un incontro pubblico, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, per ensibilizzare l'opinione pubblica “sulle migliori soluzioni per un governo idrico ecosostenibile – spiega in una nota - ed individuare  alcune  proposte per migliorare la situazione  attuale, anche locale, a partire dalla ripublicizzazione del  Servizio Idrico Integrato , così come richiesto dall' esito del Referendum del 2011”.

Un tema d'attualità dato che in Parlamento è in discussione  la proposta di legge  Daga (dal nome della deputata relatrice) proprio sulla ripublicizzazione dell'acqua. Il titolo dell'incontro , che si terrà nel Salone Comunale di Forlì venerdì pomeriggio alle 16.30, è “Gestione pubblica dell'acqua: quali prospettive di cambiamento del sistema attuale?”. Alla relazione introduttiva da parte di Corrado Oddi, Forum Italiano Movimenti per l'Acqua, seguirà una tavola rotonda con i parlamentari locali Caelo De Girolamo, Marco Di Maio, Jacopo Marrone e Simona Vietina.  Conduttore e moderatore dell' incontro  Alberto Conti , presidente del Wwf di Forlì-Cesena.

Il tema è di attualità anche locale, con un piano allo studio di Romagna Acque in cui si ipotizza anche la creazione di nuovi invasi, contro i quali il Wwf si è espresso negativamente: “Rileviamo che le indicazioni internazionali dell'Onu ed europee , in corrispondenza della Giornata Mondiale dell' Acqua, sottolineano  la salvaguardia del ciclo idrico naturale e il riuso come chiavi essenziali della gestione idrica. L' insostenibile politica di sfruttamento delle risorse idriche del territorio e di approvvigionamento basati sul solo prelievo di risorsa dall'ambiente , soprattutto  da quello ad alta naturalità , causano il sistematico prosciugamento delle acque di superficie, desertificazione dei fiumi, impoverimento della falda alimentata dai fiumi.  In alternativa , il riuso  a fini irrigui delle acque reflue depurate, previo affinamento, filtrazione e disinfezione, permetterebbe un ribaltamento  rapido della situazione, attivando un' economia di tipo circolare e risparmiando le fonti esistenti, da destinarsi a fini idropotabili. Gli attori responsabili delle politiche ambientali e della salvaguardia  delle risorse idriche, in primis Regione, Arpae , Comuni, Province, Hera e Romagna Acque devono quindi puntare nei tavoli di programmazione ed intervento, agli obiettivi del riuso ed  all' attuazione del ciclo integrato delle acque con recupero” .

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