Cronaca

A Capodanno anche la chiesa forlivese celebra la Giornata mondiale della pace

A causa dell’emergenza sanitaria tutt’ora in atto, il 1° gennaio non si terrà la tradizionale marcia della Pace

A Capodanno anche la chiesa forlivese celebra la Giornata mondiale della pace. A causa dell’emergenza sanitaria tuttora in atto, non si terrà la tradizionale Marcia lungo piazza Saffi e via delle Torri, fino a raggiungere il Duomo. In alternativa, il Centro diocesano per la pastorale sociale, in collaborazione con Caritas, Centro Missionario, Servizio Migrantes e Consulte Diocesane delle Aggregazioni Laicali e degli Organismi Socio-Assistenziali, propone, alle 16.30, sul canale YouTube della Diocesi e sugli schermi installati in Cattedrale (raggiungibile anche fisicamente, nonostante la zona rossa, per prendere parte ai riti religiosi), la lettura continuata del messaggio di papa Francesco, che ha come titolo “La cultura della cura come percorso di pace”.

Aprirà il vescovo Livio Corazza, che alle 17.30 in Cattedrale presiederà la messa (diretta sul canale Youtube della Diocesi) e consegnerà ai membri del Consiglio pastorale e alle autorità presenti, il messaggio del pontefice. In Duomo si accede senza invito e fino alla copertura dei 130posti disponibili secondo le norme del distanziamento. “Il 2020 - scrive il pontefice argentino nel messaggio per la celebrazione delle LIV mondiale della pace - è stato segnato dalla grande crisi sanitaria del Covid-19, trasformatasi in un fenomeno multisettoriale e globale, aggravando crisi tra loro fortemente interrelate, come quelle climatica, alimentare, economica e migratoria, e provocando pesanti sofferenze e disagi". Francesco rivolge un pensiero particolare ai medici, agli infermieri, ai farmacisti, ai ricercatori, ai volontari, ai cappellani e al personale di ospedali e centri sanitari, “che si sono prodigati e continuano a farlo, con grandi fatiche e sacrifici, al punto che alcuni di loro sono morti nel tentativo di essere accanto ai malati, di alleviarne le sofferenze o salvarne la vita".

Nel rendere omaggio a queste persone, il pontefice rinnova l’appello ai responsabili politici e al settore privato, affinché adottino le misure adeguate a garantire l’accesso ai vaccini contro il Covid-19 e alle tecnologie essenziali necessarie per assistere i malati e tutti coloro che sono più poveri e più fragili. "Questi e altri eventi, che hanno segnato il cammino dell’umanità nell’anno trascorso, ci insegnano l’importanza di prenderci cura gli uni degli altri e del creato, per costruire una società fondata su rapporti di fratellanza. Francesco invoca la cultura della cura, per debellare la logica dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi spesso prevalente, ma anche quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti: "In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite, c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia".

Le offerte raccolte il 1° gennaio durante la celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Forlì, saranno destinate a “Chiudiamo la forbice”. E’ una campagna di informazione e sensibilizzazione sulle disuguaglianze, che ha lo scopo di “coinvolgere territori e comunità sulle interconnessioni tra diseguaglianze, diritto al cibo, migrazioni, conflitti, ambiente e finanza (in particolare la questione del debito pubblico)”. “Chiudiamo la Forbice”, che vede coinvolti, fra gli altri, la Caritas, le Acli e l’Azione Cattolica, si propone anche di “raccontare e moltiplicare le esperienze e le iniziative educative, valorizzando il lavoro dei territori, le relazioni create tra gli organismi promotori della campagna, con i diversi soggetti locali”. 

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