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Giorno del Ricordo imbrattato, vernice viola sulla targa che ricorda le vittime delle Foibe: "Gesto riprovevole"

A darne notizia nel corso della cerimonia istituzionale di mercoledì mattina, lo stesso sindaco Gian Luca Zattini

Imbrattata con vernice viola la lapide posta il 10 febbraio del 2017, che campeggia a pochi metri dal monumento "La pietra del ricordo" in via Martiri delle Foibe. L'atto vandalico è avvenuto nel cuore della nottata tra martedì e mercoledì, a poche ore dalle celebrazioni del "Giorno del Ricordo" in memoria delle Vittime delle Foibe, dell'Esodo Istriano, Fiumano, Giuliano e Dalmata e delle vicende del confine orientale. A darne notizia nel corso della cerimonia istituzionale di mercoledì mattina, lo stesso sindaco Gian Luca Zattini: "E' stata infagata la nostra targa".

Lo sfregio è stato rimosso già in mattinata prima dell'evento, ma, ha evidenziato il primo cittadino, "l'avrei lasciato per dimostrare quanta infamia e stupidità c'è ancora. Chi ha usato un velo di vernice per infagare questa storia è un infame". Quella delle Foibe, ha sottolineato Zattini, "è stata una delle grande vergogne della nostra Repubblica, che ha abbandonato; si tratta di gente che ha chiesto un risarcimento morale e di essere considerati italiani e persone che hanno subìto la peggiore, quella di essere espulse. La storia è storia e questa è drammatica".

"La Storia non si cancella con un gesto codardo come il lancio di vernice - dichiara il deputato forlivese Marco Di Maio commentando l’atto vandalico di questa notte con cui è stata imbrattata la lapide a ricordo delle vittime delle foibe -. Ricordare serve anche a comprendere il passato e il presente e gesti come questo devono essere condannati senza incertezze. Tutti, nessuno escluso, abbiamo il dovere morale di ricordare quella ferita profonda, troppo a lungo taciuta e che rafforza il dovere civico e morale di rendere il giusto tributo alle vittime del regime comunista jugoslavo che - al pari di tutti i totalitarismi - tante sofferenze ha prodotto".
 

"Un gesto odioso e riprovevole che come Fratelli d'Italia condanniamo - ha dichiarato Roberto Petri, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Forlì-Cesena -. Un atto emblematico del fatto che nella galassia della sinistra vi sia ancora chi nega il martirio dei nostri connazionali scacciati dalle loro terre e infoibati dal 1943 fino all'immediato dopoguerra e che sia doverosa l'opera di informazione continua su questa sciagura nazionale per troppo tempo sottovalutata, minimizzata, caduta nell'indifferenza e da alcuni rilegata per convenienza e preconcetto ideologico ai margini del dibattito storico-politico. Per parte nostra continuiamo a ritenere che sia indegno anteporre la propria ideologia al ricordo dei propri connazionali massacrati unicamente per la loro appartenenza: l'italianità". 

VIDEO - La cerimonia istituzionale con l'intervento del sindaco Zattini

"Le atrocità commesse ai danni di migliaia di italiani nelle terre del confine orientale del nostro Paese devono rimanere impresse nelle nostre coscienze - evidenzia il parlamentare della Lega, Jacopo Morrone -. Se la memoria è indispensabile come monito per le future generazioni, la tragedia delle ‘foibe’ e dei nostri connazionali trucidati in nome della pulizia etnica e politica da parte dei comunisti titini deve essere un monito perenne. Questa pagina della nostra storia recente, coperta per troppi anni da un colpevole velo di oblio per interessi politici e ideologici, deve essere disvelata nella sua cruda realtà. Oggi le più alte cariche dello Stato e molte Istituzioni commemorino senza infingimenti le sofferenze di queste migliaia di italiani, ma c’è ancora chi minimizza o, addirittura, ignora. La verità, tuttavia, non può essere negata per sempre. La verità riemerge ed è più potente e forte di tutti i negazionismi e le rivisitazioni compiacenti del passato. Non dimenticare e confrontarsi a fondo con questi fatti atroci non può che rafforzare i principi liberali e democratici del nostro Paese".

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