Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Quattro giovani allievi ufficiali romagnoli a bordo dell’Amerigo Vespucci per il giro del mondo

Ci sono anche quattro giovani romagnoli allievi dell’Accademia Navale di Livorno sul veliero salpato dal porto di Genova. Torneranno a ottobre per l’inizio delle lezioni

C’è un po’ di Romagna sull’Amerigo Vespucci salpata sabato dal porto di Genova per il giro del mondo in 19 mesi. Sullo storico veliero della Marina Militare, ambasciatore del made in Italy, giovedì pomeriggio si sono imbarcati al porto di Livorno anche quattro allievi ufficiali romagnoli che hanno terminato la prima classe dell’Accademia Navale di Livorno e ora si apprestano ad affrontare la parte “pratica” in mare. 

Si tratta dei forlivesi Noa Tumedei e Cosimo Pieri, Francesco Castellani di Forlimpopoli e Michele Ballabene di Rimini, tutti intorno ai vent’anni.

L’Amerigo Vespucci, guidata dal capitano di vascello Luigi Romagnoli, farà ritorno a Genova fra 20 mesi, dopo aver compiuto il secondo giro del mondo dopo quello avvenuto tra il 2002 e il 2003 nella sua lunga carriera di palestra formativa. Toccherà cinque continenti e 28 paesi per un totale di 40 mila miglia in 31 tappe, dalle Filippine all’Australia, dal Cile agli Emirati, in un viaggio atteso da più di tre anni quando, nel 2020, la pandemia impedì ogni spostamento.

Più breve la navigazione per gli allievi ufficiali romagnoli, che faranno rientro ai primi di ottobre, quando la nave arriverà a Fortaleza in Brasile, per l’inizio delle lezioni. “Sono contento per mio figlio perché è quello che ha sempre desiderato fare - dice il papà di Cosimo Pieri con un po’ di emozione dalla banchina del porto di Livorno -. L’Accademia è veramente una palestra di vita, i ragazzi tra di loro si chiamano ‘fratelli’ e questo è lo spirito che li anima”.

Molta soddisfazione - ma anche un pizzico di “invidia” - per Gianfranco Bacchi, forlivese, per due anni comandante di vascello della storica nave. “Mi fa molto piacere che questi ragazzi prendano parte all’impresa perché rappresentano una parte della mia vita e interpretano, da giovani, quello che io ho fatto per 35 anni - dice - e soprattutto faranno quello che avrei dovuto fare io ma non ho potuto a causa della pandemia. A loro va tutta la mia ammirazione perché sono stati capaci di arrivare fin qui a riprova del fatto che c’è una parte di Romagna che crede in un futuro da giocarsi in mare e questo è piuttosto irrituale dalle nostre parti”.

Al comandante Bacchi, nel gennaio del 2022 la città di Forlì ha conferito il Sigillo di Caterina Sforza, il riconoscimento civico che rappresenta una forma di encomio e di gratitudine, per aver avuto l'onore e l'onere di comandare la gloriosa nave scuola nel periodo della pandemia. “Quando sono andato in consiglio comunale per ricevere il Sigillo - racconta Bacchi - ebbi l’opportunità di dire che spesso mi sono sentito una mosca bianca in Marina e il fatto che i ragazzi abbiano intrapreso questa strada significa che c’è una nuova consapevolezza nei nostri giovani che li proietta oltre la linea di costa e questo è un bellissimo messaggio”.

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