Cronaca

Giovani e famiglie al Meeting per scoprire la vita di Benedetta Bianchi Porro

Gli amici dell’Università, più giovani di Benedetta, allo stand della venerabile hanno raccontato delle visite a casa per aiutarla a studiare, quando la giovane era già sorda

Al Meeting per l’amicizia tra i popoli sono protagonisti i giovani con le loro famiglie. Allo stand della Fondazione Benedetta Bianchi Porro molti adolescenti si sono fermati in visita insieme con i loro educatori per conoscere la vita della futura beata ed anche per ascoltare il messaggio sull’importanza di vivere la sofferenza e il dolore fino all’ultimo istante di vita, per offrire una testimonianza positiva di aiuto al prossimo, come fece Benedetta fino al giorno della chiamata in cielo.

Il suo messaggio è attuale, specialmente in un momento in cui arrivano richieste per scrivere leggi sull’eutanasia o il suicidio assistito. Il messaggio di Benedetta ha una caratterizzazione religiosa, i fondamenti cristiani le sono stati di aiuto per contestualizzare il suo stato di salute, che lei ha ritenuto comunque importante per maturare considerazioni su come vivere il dolore nella ricerca del senso data dalla fede. Già abbiamo raccontato di Domenico Dall’Agata compagno di studi alle elementari a Dovadola, oggi raccontiamo degli amici dell’Università, più giovani di Benedetta, che allo stand della venerabile hanno raccontato delle visite a casa per aiutarla a studiare, quando la giovane era già sorda. È noto l’episodio in cui fu gettato a terra il libretto universitario della studentessa perché il professore che la interrogò non condivideva lo stato di salute della giovane. La pastorale giovanile della diocesi di Forlì-Bertinoro ha girato un cortometraggio inerente proprio a questa storia, per aiutare a riflettere sul rispetto per tutti e specialmente sull’aiuto da offrire sempre più nell’ambito della scuola a quegli alunni in stato di disagio.

Con la terminologia scolastica odierna potremmo definire oggi Benedetta un’alunna con Bisogni Educativi Speciali, per i quali nella scuola italiana sono stati predisposti già da alcuni anni particolari strumenti compensativi per aiutare gli alunni a raggiungere i propri successi scolastici. Questo aspetto è ciò che colpisce di più della ragazza, che circa 50 giovani della parrocchia di Regina Pacis di Forlì hanno voluto conoscere meglio, attraverso la visita alla casa a Sirmione del Garda, dove Benedetta passò gli anni dall’adolescenza all’università, fino alla fine della sua vita.

All’hotel Meridiana è ancora oggi visibile la camera di Benedetta allestita per una riflessione sulla venerabile, mentre il letto dove passò gli anni della sua vita da malata e il mobilio della camera sono conservati a Dovadola nella Badia, insieme alle spoglie mortali. Accompagnati dal parroco don Roberto Rossi e da Emanuela Bianchi Porro, sorella della futura beata, i giovani hanno meditato sui racconti particolarmente emozionanti della sorella. 

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