Forlì città morta per i giovani? Dal parkour ai b-boys, un video mostra che non è così

A Forlì non c'è niente da fare, tanto più per i giovani: uno stanco “refrain” che spesso non tiene conto della reale situazione, del fermento che c'è anche per quanto riguarda la cultura giovanile

A Forlì non c'è niente da fare, tanto più per i giovani: uno stanco “refrain” che spesso non tiene conto della reale situazione della città, del fermento che c'è anche per quanto riguarda la cultura giovanile, fenomeni che spesso rimangono sottotraccia un po' ai margini degli “eventi ufficiali”, ma che attirano e fanno impegnare tanti giovani. Un videoclip realizzato da un'associazione culturale vuole portare alla luce tutto questo, rappresentando le attività di gruppi quali per esempio gli skater, oppure i “b-boys”, spesso visti a fare i loro spettacolari “esercizi” sotto il portico delle Poste centrali in piazza Saffi. 

E così ballerini, skater, pittori, illustratori, fotografi ma anche scrittori o semplicemente persone che hanno voglia di mettersi in gioco hanno creato l'associazione “Semi interrati”. Il sodalizio si è formato nell’aprile scorso per provare ad accendere una luce ad alcune realtà che sono presenti nel nostro territorio.  Sono già 80 membri e con le loro proposte hanno già partecipato e collaborato a tante iniziative, di cui l’ultima un Flashmob durante La settimana del Buon Vivere. A parlarne è la presidente Stella Tartagni, assieme alla sua vice Valentina Cavalli.

A Forlì non c'è niente da fare per i giovani?
“Semi Interrati nasce molto prima dell’aprile 2017, quando dopo l’ennesima volta che ho sentito amici e ragazzi fuori sede lamentarsi del fatto che Forlì fosse una città spenta o che ci fossero solo eventi interessanti in altre città. Ho voluto rispondere a tutto questo con un videoclip che sensibilizzasse e che mostrasse il contrario”.

Come è stato realizzato?
“Ho chiamato alcuni amici, che a loro volta hanno portato altri amici e si è formato un gruppo. Un gruppo di persone con capacità e abilità diverse, chi ballava danza moderna, chi faceva acrobazie aeree, chi praticava parkour. Le abbiamo unite mostrando nel nostro video come in verità anche la nostra città sia piena di realtà artistiche, anche se un po' nascoste e lo abbiamo fatto dentro un posto che rappresentasse bene il concetto: l’Ex Eridania. Non abbiamo fatto nulla di nuovo, ma l’innovazione di Semi-interrati è che molte di queste realtà si sono unite e insieme hanno voluto dare lo stesso messaggio: mostrare come nella nostra città ci sono tanti che praticano, anche solo per passione, quelle “arti” che in molte parti d’Europa sono valorizzate e che rendono bella la città, sto parlando ad esempio dei b-boys, quei ragazzi che si trovano alla sera sotto il portico delle Poste in centro e ballano o gli skater. Ci siamo poi costituiti associazione perché iniziavano ad essere in tanti  interessati al progetto e perché avevamo e abbiamo tante proposte di collaborazioni ad eventi, ed essere associazione facilita il tutto”.

Semi-interrati è quindi un collettivo di giovani artisti forlivesi?
“A noi non piace definirci artisti. Siamo un gruppo di amici, ragazzi che lavorano o studiano e attraverso le loro passioni e all’arte di strada condividono e propongono idee per mettere in luce, valorizzare il nostro territorio. Siamo aperti a tutti quelli che vogliono intraprendere questa impresa” 

Dopo il video quali altri progetti avete in futuro?
“Abbiamo collaborato per eventi come il Campus Festival, la Festa della Musica e i Mercoledì nel cuore. Nell’ultimo periodo siamo stati contattati per partecipare alla Settimana del Buon vivere  con diversi eventi, un flash-mob e la “Human Library”, un metodo innovativo e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale. Infine è stato promosso il nostro secondo video “Se mi Vivo” durante l’evento Romagna Terra del Buon Vivere.  fine mese ci sarà un esposizione curata da Semi interrati, della documentazione della Settimana del Buon Vivere e in futuro c’è già in cantiere molto altro….”

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