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Gli atei riportano sui muri della città il tema dell'interruzione di gravidanza

A parlare è Alice Merlo, una giovane donna che nei mesi scorsi ha raccontato la propria esperienza

Una campagna di affissione dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) riporterà da lunedì sui muri di Forlì il tema dell' interruzione di gravidanza. A parlare è Alice Merlo, una giovane donna che nei mesi scorsi ha raccontato la propria esperienza, quella di una interruzione di gravidanza farmacologica, in un post su Facebook denunciando che i "maggiori problemi legati all’ivg sono le dinamiche colpevolizzanti, la riprovazione sociale per aver fatto quella scelta, l’imposizione del senso di colpa e del dolore".

Spiega bene la responsabile nazionale dei circoli territoriali Uaar, le ragioni di questa campagna: "I concetti-chiave attorno a cui ruota questa affissione sono autodeterminazione, libertà e scienza. Per questo abbiamo chiesto ad Alice di esserne il volto: perché il suo sguardo e le parole da lei scelte per raccontare la propria esperienza di aborto medico testimoniano proprio tutto ciò: la capacità di ogni donna di scegliere per se stessa, l’irrinunciabilità di decidere del proprio corpo e della propria vita, l’importanza della ricerca scientifica in materia di salute sessuale e riproduttiva".

"Con questa campagna vogliamo dire basta ai paternalismi e basta alle stigmatizzazioni - continua la dirigente Uaar -. Ma sarà anche occasione per ribadire alcuni degli obiettivi della nostra associazione in materia, come l’abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici (che devono garantire premura e tempestività nei confronti di chi chiede di abortire e che dovrebbero inibire l’accesso agli attivisti ideologicamente orientati) e l’imposizione di sanzioni ai farmacisti che “obiettano”. Speriamo inoltre che sia un modo per decostruire il mito dell’aborto come scelta per forza drammatica e sofferta. E per ribadire l’importanza di una legge (la 194 del 1978) senza la quale ripiomberemmo nel dramma – quello sì, sempre tale – dell’aborto clandestino".

"Battaglie che da sempre l'Uaar sostiene anche a Forlì, e che oggi, di fronte agli attacchi delle destre retrograde e oscurantiste, sono a rischio anche vicino a noi e non solo in Polonia - afferma Vico Zanetti -. Come nelle  Marche, dove un recente rapporto dei sindacati denuncia una situazione ospedaliera disastrosa dove prevalgono gli obiettori, e dove la regione, contro le linee guida del ministero della salute, vieta la somministrazione della RU486 nei consultori . Per questo è importante si difendano i diritti delle donne, perchè.purtroppo certe conquiste, come insegna la storia, non si devono mai dare per acquisite".

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