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Gli ex dipendenti aprono una cooperativa per portare avanti l’attività nell’arredamento

Il percorso di Agathis  è stato accompagnato da Confcooperative Forlì Cesena, che in anni recenti ha sostenuto decine di imprese wbo sul territorio

Per la loro  società cooperativa hanno scelto il nome di un legno, l’Agathis , in omaggio all’attività  in cui sono specializzati. Sono 11 soci, ex dipendenti divenuti imprenditori,  e si candidano a portare avanti  l’attività di una nota azienda forlivese, la Midà srl., oggi  in difficoltà.  Agathis soc. coop è nata il 23 giugno di quest’anno come un’operazione di Workers buyout ovvero di un’ “impresa recuperata” da dipendenti che rilevano l’azienda in crisi  o un ramo di essa. 
Il core business dell’azienda in questione è l’arredamento di alta gamma per interni di imbarcazioni, la realizzazione di arredi  su misura, imperniati su progetti di falegnameria di pregio. Quindi l’impegno della cooperativa è anche quello di salvaguardare professionalità  progettuali e artigianali importanti.  L’obiettivo immediato è ovviamente quello di salvare posti di lavoro,  riuscendo a recuperare fin da subito una trentina, tra soci e non, dei  46 dipendenti, con l’auspicio, nell’arco di due anni, di  aumentare ancora  la manodopera. L’intero piano industriale nasce in  un’ottica di massimo efficientamento della nuova gestione.

“Agathis  siamo noi, un gruppo di colleghi che hanno deciso  di mettersi in gioco per salvaguardare e creare posti di lavoro - dichiara il neo presidente Alberto Laghi - tutti insieme per non perdere il know how  costruito negli anni  e sfruttando i nostri punti di forza, cioè  la collaborazione, la professionalità e la trasparenza, pronti a proseguire con il nostro lavoro per affermare il miglior  made in Italy".  Questa nuova esperienza di Workers buyout   si è concretizzata nell’anno del Covid,  acquistando un valore simbolico ancora più forte, se pensiamo che  gran parte del percorso,  già di per sé non facile, è stato realizzato  in lockdown. 

“Si è trattato di un’esperienza di wbo decisamente nuova, che ha richiesto ulteriori capacità di confronto   e di comprensione, perché tutti gli incontri sono avvenuti da remoto – conferma Paolo Baroni il funzionario di Confcooperative Fc con incarico nazionale per il settore wbo  -  Non dimentichiamo che costruire un’alternativa che dia futuro lavorativo ai dipendenti di un’azienda in crisi o già cessata, richiede  un percorso complesso con tappe obbligatorie per valutare le prospettive dell’azienda e interessa numerosi protagonisti, nonché la capacità di risolvere insieme  tutti i possibili problemi ”. Tra i protagonisti  ci sono appunto i lavoratori chiamati a trasformarsi in imprenditori,  il sistema bancario che li deve sostenere per poter partire con una provvista finanziaria adeguata agli obiettivi industriali previsti e i vari professionisti per risolvere questioni legali ed economiche.

Il percorso di Agathis  è stato accompagnato da Confcooperative Forlì Cesena, che in anni recenti ha sostenuto decine di imprese wbo sul territorio,  offrendo dentro al mondo cooperativo una  soluzione occupazionale importante  come sottolinea il presidente di Confcooperative Forlì Cesena Mauro Neri:  “In questo momento di particolare fragilità economica il ruolo della cooperazione diventa ancora più strategico. Abbiamo creduto molto in questo strumento  che consente  il salvataggio di un’azienda e del proprio lavoro da parte dei dipendenti: i numerosi casi che abbiamo seguito nel territorio provinciale ne sono la prova . Il fatto che proprio nei mesi più bui  di questa primavera la cooperazione abbia  saputo ancora una volta costruire una soluzione positiva per l’economia e l’occupazione del territorio è  un  risultato che ci riempie d’orgoglio”.
 

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