Cronaca

F1, anche un forlivese sotto il diluvio di Spa per la gara mai corsa. Il racconto: "Provati dall'attesa. Si poteva fare di meglio"

Il forlivese Stefano Vitali aveva deciso insieme a due suoi amici di assistere ad uno dei gran premi di Formula Uno più attesi della stagione

C'erano tutti gli ingredienti per un weekend motoristico da fuoco. Una pista da urlo, quella di Spa Francorchamps, che si può definire l'università dell'automobilismo; un duello ad alta tensione, tra il campione del mondo della Mercedes Lewis Hamilton e il principale antagonista alla corsa al titolo 2021, il Red Bull Max Verstappen. Il forlivese Stefano Vitali aveva deciso insieme a due suoi amici di assistere ad uno dei gran premi di Formula Uno più attesi della stagione, quello del Belgio, famoso per la mitica curva in discesa e salita dell'Eau Rouge e Raidillon, l'esame più duro da sostenere per ogni pilota.

Ma purtroppo il terzetto e le tante migliaia di spettatori che attendevano il ruota a ruota tra Hamilton e Verstappen hanno dovuto fare i conti col cattivo tempo. La pioggia ha dato tregua durante le gare di contorno, mentre sui bolidi di Formula Uno è caduta a catinelle. Per motivi di sicurezza il semaforo verde non è scattato come da programma alle 15: una lunghissima ed estenuante attesa, poi la partenza dietro la safety car e il definitivo stop con Verstappen vincitore di un gran premio farsa davanti alla Williams di George Russell e la Mercedes di Hamilton.

Dopo aver passato tutta la giornata sotto la pioggia battente, la mesta uscita dal cancello. Stefano aveva scelto la collinetta del rettilineo del Kemmel per la sua domenica a quattro ruote. Un'avventura, racconta, "decisa insieme ai miei due amici tra fine giugno ed inizio luglio. Abbiamo valutato ogni possibile aspetto: il viaggio in automobile, i biglietti, il pernottamento in Germania. Oltre a questo si è aggiunto anche l'accesso ai singoli Stati e al circuito conformemente alle regole anti-Covid. Alla fine è bastato esibire il Green Pass solo all'entrata nel circuito".

Non è una novità il maltempo sul tracciato delle Ardenne, che ospita la F1 nei weekend di fine agosto. "Sapevamo che le condizioni sarebbero state difficili - evidenzia Vitali - ed eravamo ben attrezzati per affrontare pioggia e vento. L'organizzazione ci ha informati sabato sera dei problemi di accesso ai parcheggi per via del fango, ma hanno comunque fornito indicazioni molto precise per arrivare in tempo al circuito". La domenica di Stefano ed i suoi amici è cominciata ben prima del sorgere del sole: "Sveglia alle 6 e viaggio di due ore scarse per arrivare nei pressi di Malmedy e Stavelot".

"Arrivati al circuito abbiamo subito cercato i posti ottimali per poter assistere alla gara - prosegue nel racconto -: la scelta è caduta in punto della Kemmel straight qualche centinaio di metri dopo l'Eau Rouge-Raidillon". Alle 15 l'ora del gran premio, ma i bolidi sono rimasti a lungo fermi ai box. "Durante l'attesa abbiamo perlustrato un po' il circuito e il movimento ci ha riscaldati un po' - spiega Stefano -. Abbiamo scambiato qualche battuta con alcuni ragazzi olandesi".

Alla fine quel che doveva esser uno spettacolo si è trasformato in una farsa, con alcuni giri dietro alla safety car e calo del sipario poco dopo le 18: "Eravamo parecchio amareggiati - confessa -. Le condizioni difficili credo che fossero piuttosto prevedibili. Ci rimaneva un grande punto interrogativo sulle motivazioni della direzione di gara che hanno portato al continuo rinvio e, infine, alla seconda e bandiera rossa. L'incolumità dei piloti deve sempre rimanere primaria, non siamo più negli anni Settanta, ma una competizione automobilistica di rilevanza mondiale dovrebbe trovare altre soluzioni. Si poteva fare di meglio".

Il terzetto ha quindi lasciato l'autodromo, fortunatamente senza le problematiche riscontrate da altri spettatori: "Eravamo abbastanza provati dall'attesa a bordo pista, ma con una camminata veloce di quaranta minuti abbiamo potuto raggiungere i parcheggi. Abbiamo capito immediatamente che aspettare la navetta non era possibile: la fila di macchine creatasi sulle strade intorno al circuito procedeva troppo lentamente". Quindi hanno raggiunto Bexbach, in Germania, a due ore circa dal circuito: "Ci siamo riposati e poi ripartiti la mattina seguente. La nostra vera odissea è stata la coda per entrare nella galleria del San Gottardo e l'entrata in Italia, anch'esse prevedibili ma inevitabili".

Il weekend è costato circa 300 euro. Il nove volte campione del mondo Hamilton ha proposto alla Fia un eventuale ritorno a Spa, o comunque il regalare una gara ai sostenitori in futuro per poterli ringraziare della fedeltà. "Non so quanto sia praticabile - è l'opinione dell'appassionato di Forlì -. Tornare in Belgio per i tanti tifosi olandesi non è un problem, ma per noi italiani non sarebbe così semplice". Su questo tema la Formula 1 ha diffuso un comunicato ufficiale relativo ai possessori dei biglietti di Spa: "A seguito dell'impatto del tempo sul Gran Premio del Belgio di domenica 29 agosto - si legge -, la Formula 1 e il promotore stanno lavorando su varie opzioni per i possessori dei biglietti per esprimere il nostro riconoscimento e ringraziarli per la loro dedizione e impegno. Forniremo ulteriori dettagli il prima possibile in quanto desideriamo ringraziare i fan per il loro continuo supporto e passione per la Formula 1".

L'annuncio, viene specificato, potrebbe arrivare "alla fine della prossima settimana, ma è improbabile che arrivi prima del prossimo weekend". "Sarebbe un bel segnale da parte della F1 verso chi ha contribuito ma non ci spererei troppo - osserva Stefano -. Chi regolamenta le competizioni dovrebbe valutare la gestione delle gare sul bagnato. La sicurezza dei piloti deve rimanere una priorità, ma occorre trovare una soluzione che accontenti tutti". Un'esperienza che non cancella la passione: "Stiamo pensando per il 2022 di andare a vedere il Gran Premio d'Ungheria e a Le Mans nel 2023 per il campionato del mondo endurance".

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