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Foto di Manuel

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All'improvviso, la grandine: via Emilia imbiancata, alcune auto ammaccate

In attesa del peggioramento previsto a partire da giovedì sera, si è sviluppato nel pomeriggio di mercoledì un temporale associato a una violenta grandinata, in particolare nella zona a cavallo dei comuni di Forlimpopoli e Bertinoro

In attesa del peggioramento previsto a partire da giovedì sera, si è sviluppato nel pomeriggio di mercoledì un temporale associato a una violenta grandinata, in particolare nella zona a cavallo tra i comuni Forlimpopoli e Bertinoro. I chicchi, alcuni anche grandi come ciliegie, hanno letteralmente imbiancato le strade, in particolare la via Emilia tra Forlimpopoli e la Panighina. Molte le auto che, sorprese dall'improvvisa e violenta grandinata, si sono fermati in attesa che il peggio passasse. Secondo le prime informazioni, qualche auto ha anche subito danni alla carrozzeria dovuti all'impatto dei chicchi più grossi.

La formazione temporalesca è stata preceduta dallo sviluppo verticale di cumulonembi. Se avete foto dell'accaduto: foto@romagnaoggi.it. Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, è entrato nel dettaglio del fenomeno atmosferico: "Su buona parte del settore appenninico si sono attivate celle temporalesche in perfetto stile primaverile; celle che poi mosse dai venti in quota sono arrivate ad interessare anche la fascia pedecollnare e la costa riminese".

"Se da un lato temporali invernali non sono poi così rari, dall’altro occorre specificare che nel caso di mercoledì i fenomeni temporaleschi occorsi di invernale hanno ben poco - evidenzia l'esperto meteo -. Infatti normalmente questi eventi si manifestano in concomitanza a forti irruzioni aria artica molto fredda in quota che, anche in assenza di temperature nei bassi strati particolarmente elevate, riesce ad innescare la convezione per l’elevato gradiente termico verticale che si viene a stabilire, specie se entrano fronti di aria fredda molto attivi".

"GENNAIO? NO APRILE" - Continua il meteorologo: "La spinta alla convezione è stata determinata essenzialmente dalla presenza di aria assai mite ed umida nei bassi strati (tipicamente primaverile o se vogliamo autunnale), con temperature massime che nella zona hanno localmente superato i 15°C (9°C oltre la norma del periodo). La presenza di aria già mite ed umida, unita alla presenza di sole nella mattinata e nel primo pomeriggio (che ha ulteriormente fatto lievitare le temperature), è andata a costituire un profilo termico verticale tipicamente primaverile, con valori di energia potenziale convettiva disponibile tipici di aprile. Nel contempo in quota stanno arrivando gli avamposti dell’aria fredda nordatlantica che giungerà nei prossimi giorni, e quindi il gradiente termico verticale è stato più che sufficiente per innescare celle temporalesche, specie in prossimità dei rilievi (che si riscaldano maggiormente in caso di insolazione)".

"UN ALTRO SEGNALE DEL 'NON INVERNO' - "Pertanto, a differenza di quanto accade normalmente in inverno col ruolo da protagonista esercitato da severe irruzioni fredde in quota, il fattore determinante è da attribuire alle presenza di aria insolitamente mite nei bassi strati; un po' come accade proprio in primavera - tiene a precisare il meteorologo -. Tra l’altro la totale assenza di neve sui rilievi ha favorito l’innesco delle correnti ascensionali (sensibile riscaldamento); nel caso in cui ci fosse stata la normale copertura nevosa che ci dovrebbe essere, questi fenomeni non si sarebbero manifestati. Un altro segnale, insomma, dell’attuale inverno estremamente mite".

NUOVO PEGGIORAMENTO - Randi conferma il peggioramento atteso tra giovedì e venerdì con l’ingresso di un nucleo di aria fredda di origine nordatlantica in quota il quale innescherà una depressione al suolo sul Tirreno: "arriveranno quindi nuove piogge a partire da giovedì sera, con neve inizialmente oltre i 1000 metri. Venerdì saremo sottoposti al passaggio della parte più fredda della depressione con altre piogge in pianura e nevicate sui rilievi; la quota neve si abbasserà fino ai 500 (forse 400 m) nella serata di venerdì, ma non dovrebbe interessare le aree pianeggianti e costiere. Venti di bora in rinforzo tra pomeriggio e serata di venerdì con mare agitato e temperature in calo".

NIENTE GELO - L'esperto sottolinea che "non arriverà il gelo, ma semplicemente i valori termici si riallineeranno ai valori tipici della terza decade di gennaio. Miglioramento tra sabato e domenica, mentre un nuovo peggioramento potrebbe intervenire tra martedì e mercoledì della prossima settimana, con quota neve alquanto bassa (dai 700 m iniziali fino a 300 m dalla serata di martedì), anche se per ora la possibilità di imbiancate in pianura appare ancora non particolarmente elevata. In tal senso maggiori elementi di valutazione saranno disponibili verso la fine della settimana".

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