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Foto di Fausto Fabbri

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Grotte di Castiglione alla svolta: un protocollo per salvaguardare 14 rifugi bellici

Grotte di Castiglione alla svolta. Sabato mattina, alle 9.15, in Salone Comunale, sarà presentato il Protocollo d'intesa per la salvaguardia dei 14 rifugi bellici sul Rio Cosina

Grotte di Castiglione alla svolta. Sabato mattina, alle 9.15, in Salone Comunale, sarà presentato il Protocollo d'intesa per la salvaguardia dei 14 rifugi bellici sul Rio Cosina sopravvissuti agli anni e alle intemperie. Interverranno l'Assessore comunale di Forlì Paolo Rava, il presidente dell'Associazione Culturale Amici di Castiglione Camillo Fucci, il parroco di San Giovanni Battista in Castiglione don Davide Brighi, il Presidente dell'Istituto Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Angelo Varni e i sindaci di Forlì e Faenza Roberto Balzani e Giovanni Malvezzi.

La firma vera e propria avrà luogo alle 10.45. Seguiranno i contributi del presidente dell'Istituto Storico della Resistenza Provincia Forlì-Cesena Ines Briganti, del direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Bologna Alberto Vicari, del direttore del Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna Giovanni Leoni e del presidente dell'Associazione Torre di Oriolo di Faenza Alessandro Morini. Introdurrà e presiederà Camillo Fucci. A tutti i partecipanti verrà distribuito il volume “La libertà, ma a quale prezzo”, diario del passaggio del fronte di don Rino Ranieri, parroco di Castiglione.

Il protocollo in procinto di essere siglato riguarda specificamente la realizzazione di un Centro culturale polifunzionale, secondo il progetto del giovane architetto forlivese Valentina Corzani. Scavati sulle pendici appenniniche fra Forlì e Faenza durante l'ultima guerra, i Rifugi di Castiglione dettero riparo ad almeno un migliaio di sfollati dalle località circostanti martoriate dalle bombe. Da tempo, da parte dell'Associazione “Amici di Castiglione” è in atto un'impegnativa battaglia culturale e legale per tentare di salvare dalla distruzione le storiche grotte. Contemporaneamente, è ben avviato il processo di acquisizione dell'area dai privati proprietari, che l'avevano rilevata per farne un polo estrattivo.

Oltre che per ragioni storiche, la salvaguardia dei “sabbioni”, come li hanno sempre chiamati i residenti, è doverosa anche per motivi naturalistici: quelle rocce testimoniano l'ultima sedimentazione marina nelle nostre zone. Senza dimenticare che l'area risulta essere stata popolata già dall'Homo Erectus, come testimoniato dai ritrovamenti di selci ed altri manufatti nella vicina zona di Monte Poggiolo. Se l'operazione andrà in porto, le grotte saranno visibili attraverso un sentiero attrezzato all'interno del bosco, con possibilità di visitare anche internamente i rifugi meglio conservati. Il progetto di Valentina Corzani ipotizza anche accordi stretti con la curia vescovile proprietaria della chiesetta di Castiglione e dell'attigua casa colonica: l'obiettivo è ricavare un vero e proprio “borgo” con tanto di museo e sede ufficiale degli “Amici di Castiglione”.

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