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Ha scritto pagine storiche del tiro a segno: la lezione di vita di Niccolò Campriani agli studenti de "La Nave"

L'appuntamento in videoconferenza ha tenuto incollati davanti al monitor oltre 200 alunni

Sabato scorso le Scuole La Nave hanno incontrato in videoconferenza Niccolò Campriani, ex tiratore a segno italiano e vincitore di tre medaglie d'oro, una d'argento ai Giochi olimpici e un mondiale. L'appuntamento in videoconferenza ha tenuto incollati davanti al monitor oltre 200 alunni. Dopo l’introduzione della preside Elena Morra, Campriani ha risposto alle domande dei docenti di educazione fisica Francesco Milandri (professore secondaria di primo grado), Paolo Tani e Virginia Mengozzi (docente scuola primaria) e degli alunni stessi collegati tramite piattaforma Google Meet.

Al fine di potenziare gli strumenti di homeschooling, la scuola ha voluto invitare uno degli sportivi più premiati d’Italia per dare ai propri studenti una testimonianza diretta sui valori dello sport e la determinazione per raggiungere i propri obiettivi. Durante l’intervento di circa due ore l’olimpionico, che ora si occupa di valorizzare lo sport e la propria disciplina olimpica, ha avuto modo di raccontare che ai ragazzi che "non si vince una medaglia d'oro per essere felici, ma bisogna essere felici per vincere una medaglia d'oro. Anche a scuola spesso accade di cadere nell'errore della dipendenza da buon vuoto. Se raggiungo un ottimo risultato allora saranno fieri di me e lo sarò anche io".

"Niccolò ha dunque cambiato il punto di vista, ricordandoci che è solo nel piacere di fare le cose che si possono raggiungere ottimi risultati - ha spiegato il professor Milandri - ha anche sottolineato di come non siano gli amici a bilanciare la propria carabina, ma la sua vita. E' interessante questo punto, perché capita spesso ai ragazzi di scegliere gli amici in base alle cose che questi fanno per loro, per aiutarli nei compiti, perché sono forti a giocare a calcio, perché coprono le spalle di fronte alle malefatte. Un amico non sorregge la tua prova, la tua croce, ma ti accompagna nella vita. Quando hai una opportunità, hai anche una responsabilità. Questo è un richiamo a noi insegnanti che abbiamo l'opportunità di istruire e passare nozioni ai ragazzi, ma abbiamo anche la responsabilità di educarli e sostenere il loro cammino, e questa opportunità non va sprecata".

Non sono mancati infine aneddoti sull’esperienza olimpica, come quella di Pechino, in cui l’ospite ha ricordato un errore che gli è costato l’oro come il momento più importante della sua carriera: "Grazie a quell'errore è arrivata la decisione e la determinazione di dire adesso si cambia tutto. L'errore non è quello che volevo, ma è quello di cui avevo bisogno. Tutto ciò che di storto mi capita lo vedo come quell'ultimo colpo di Pechino. Fa male, ma è un elemento che piano piano porta a qualcosa di grande". Esperienza che gli permise di vincere l’olimpiade successiva.

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