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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

Ha studiato le reliquie di San Mercuriale: prestigioso incarico per l'antropologo forlivese Mirko Traversari

Costituita nel 1925, la Società Italiana di Biologia Sperimentale è una delle più antiche e prestigiose società scientifiche italiane

L'ntropologo fisico forlivese Mirko Traversari è stato nominato coordinatore della sezione di Bioantropologia per la Società Italiana di Biologia Sperimentale. "E’ un grandissimo onore essere stato eletto in seno ad una così prestigiosa istituzione - esordisce Traversari -, che annovera al suo interno decani di fama internazionale della disciplina, come la prof.ssa Emma Rabino Massa e la prof.ssa Maria Grazia Bridelli”. Questo prezioso riconoscimento è dovuto anche alla sempre più frequente presenza della città di Forlì sulla ribalta internazionale, per quanto riguarda gli studi antropologici e paleopatologici condotti da Traversari, fra i quali in primis lo studio delle reliquie del patrono cittadino San Mercuriale.

Protagonisti di questo importante progetto di ricerca, ancora in essere, che si sta sviluppando a livello internazionale, sono stati appunto Traversari, responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura, rappresentato in questo caso da Tiziana Rambelli e Luca Saragoni, e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

Cos'è la Società Italiana di Biologia Sperimentale

Costituita nel 1925, la Società Italiana di Biologia Sperimentale è una delle più antiche e prestigiose società scientifiche italiane. L’associazione ha lo scopo di facilitare la rapida divulgazione dei risultati sperimentali ottenuti dai ricercatori italiani, favorendo al tempo stesso lo scambio di informazioni e l’interazione tra i ricercatori dell’area delle scienze biologiche e, più in generale, delle scienze della vita; inoltre si propone di limitare la fuga dei giovani ricercatori all’estero, promuovendone ove possibile le attività scientifiche in Italia.

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