Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Hera, il Comitato Acqua Bene Comune: "No alla completa privatizzazione"

Il "Comitato Acqua Bene Comune di Forlì" scende in campo contro l'ipotesi di completa privatizzazione di Hera, dal momento che alcuni Comuni hanno proposto di far scendere la quota dei soci pubblici dal 51% al 35%. Proposta contro cui si è posto il Comune di Forlì, che ha scelto di protestare, non rinnovando il patto di sindacato

Il “Comitato Acqua Bene Comune di Forlì” scende in campo contro l’ipotesi di completa privatizzazione di Hera, dal momento che alcuni Comuni hanno proposto di far scendere la quota dei soci pubblici dal 51% al 35%. Proposta contro cui si è posto il Comune di Forlì, che ha scelto di protestare, non rinnovando il patto di sindacato dei soci pubblici di Hera. Per il comitato “il governo Renzi, con la legge di stabilità,  vuole cancellare l'esito referendario del giugno 2011, incentivando gli Enti Locali a svendere le aziende che gestiscono i servizi pubblici locali, a partire da quello idrico. Stiamo constatando che già gran parte dei Comuni della nostra regione intendono imboccare questa strada: conseguentemente  la proprietà pubblica di Hera scenderà nei prossimi mesi dell'attuale 51% al 35%”.

Sempre il comitato: “Fare questa scelta significherebbe arrivare ad una definitiva privatizzazione del servizio idrico e degli altri servizi pubblici, rafforzando gli elementi negativi che già sono sotto gli occhi di tutti, da quando Hera è stata quotata in Borsa, e cioè aumento delle tariffe, diminuzione dell'occupazione e degli investimenti, peggioramento della qualità del servizio, espropriazione dei cittadini e degli Enti Locali nel poter decidere sulle scelte che riguardano i servizi pubblici. Per questo continueremo la nostra mobilitazione, consapevoli che il lavoro e i beni comuni sono punti decisivi per tracciare una strada alternativa a chi vuol far gravare il costo della crisi sui lavoratori e i cittadini. E anche per evitare che venga calpestata la volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini italiani con i referendum e per affermare invece che la democrazia va, in primo luogo, rispettata”.

Quindi “il Comitato Acqua Pubblica di Forlì seguirà attentamente quanto avverrà nel Comune di Forlì e in Provincia. Il Comune di Forlì, come ha riferito il Sindaco in Consiglio Comunale il 9 dicembre non aderirà dal Patto di Sindacato per 6 mesi (fino a giugno 2015) ed eventualmente  rientrerà se Hera accoglierà le richieste del Sindaco. Su ciò il Comitato Acqua ribadisce che il Referendum del 2011 ha abrogato la Privatizzazione dell' acqua. 27 milioni di cittadini hanno detto che l' acqua deve tornare in mano pubblica. Quindi NO a quanto comunicato dal Sindaco, vale a dire che se a causa di un eccessivo indebitamento di un Comune si devono cedere delle quote, si può seguire la strada dell'azionariato popolare”.

Ed infine: “Facciamo presente al Sindaco che se il Comune di Forlì si troverà di fronte ad eventuali difficoltà di bilancio non deve svendere e privatizzare i Beni Comuni, ma vi è la possibilità di accedere fuori dal patto di Stabilità a finanziamenti agevolati della Cassa Depositi e prestiti, come articolato anche nella mozione già approvata dal Consiglio dell' Unione dei Comuni della Romagna forlivese il  23 aprile 2014. Infine rammentiamo al Sindaco che da metà settembre il Comitato sta aspettando il secondo incontro come da Lui confermatoci a fine agosto, anche per affrontare la tempistica della ripubblicizzazione della Cdp”.

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