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Cronaca

I bambini intervistano Zelli e ne viene fuori un volumetto dal titolo "Come fai ad essere così famoso?"

Gli alunni della scuola emelentare intervistano Gabriele Zelli e ne esce fuori un simpatico volumetto dal titolo "Come fai ad essere così famoso?"

Gli alunni della scuola emelentare intervistano Gabriele Zelli e ne esce fuori un simpatico volumetto dal titolo "Come fai ad essere così famoso? La Classe IV della primaria "Raoul Follereau" intervista Gabriele Zelli", titolo scelto dagli stessi componenti della Classe quarta, che testimonia un percorso didattico e un incontro "unico e speciale" tra una scolaresca e un appassionato cultore di storia. La lunga intervista che gli hanno preparato ha ricevuto un'articolata e approfondita risposta in cui il narratore ha saputo, con un linguaggio vicino al loro sentire e ricco di aneddoti autobiografici, soddisfare le loro tante curiosità. Un'esplorazione che, partita dal nome della loro scuola, li ha portati ad esplorare il territorio, i personaggi storici, la cartografia e la toponomastica, le azioni di solidarietà, le epidemie nella storia di Forlì e il coronavirus di oggi.  Il progetto didattico della primaria "Raoul Follereau" e il volume, che porta le prefazioni di Maria Maria Teresa Luongo, dirigente dell'Istituto Comprensivo "Camelia Matatia", e di Astrid Valeck, sarà presentato ai genitori, al personale della scuola in un incontro in videoconferenza che si terrà lunedì 17 alle 18.

A organizzare il progetto è Astrid Valeck, un insegnante della scuola primaria "Raoul Follereau", dell'Istituto Comprensivo n. 8 "Camelia Matatia", che accompagna la crescita degli alunni impegnandoli anche con ricerche sul territorio in cui vivono. "Parlare di apprendimento - sostiene Astrid Valeck- ha senso se quanto si propone può trovare connessioni con ciò che conoscono e vivono i bambini in prima persona. La storia di Raoul Follereau, il suo modo di vivere e di essere ha un significato per i bambini, perchè trova paralleli con ciò che essi sperimentano quotidianamente. Ad esempio l'amicizia. A maggior ragione dopo un lungo periodo in cui essa è sembrata assai lontana a causa dei lockdown. I primi mesi, dopo la ripresa delle lezioni nel 2020, sono stati proprio dedicati al loro bisogno di amicizia e all'esplorazione di questo sentimento. La quotidianità dei bambini ha così incontrato quella di Raoul Follereau, portandoli a confrontare il loro modo di manifestare l'amicizia con quella del grande filantropo".

"Di più, a domandarsi come loro siano stati capaci di dimostrare amicizia - sono sempre parole dell'insegnante Valeck - e quindi di solidarietà, nei lunghissimi mesi di sospensione delle attività didattiche in presenza. Il parallelo con la Costituzione italiana e i valori cui si ispira è avvenuto in modo molto naturale, come la riflessione tra il piccolo mondo che ciascuno abita e l'essere cittadini. Noi tutti, infatti, siamo una comunità (la classe) che vive in una comunità allargata (la scuola) che vive all'interno di una comunità ancora più grande (la città). Cosa fa il territorio di Forlì, che ha una delle sue scuole intitolate a Raoul Follereau, per chi ha bisogno? Come dimostra la sua amicizia?" 
 

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