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I cittadini vogliono sapere da dove arriva l'acqua che bevono

Circa sessanta partecipanti per una settantina di quesiti e di interventi. Sono questi i primi dati della chat sulla qualità dell'acqua potabile che si è svolta martedì pomeriggio

Circa sessanta partecipanti per una settantina di quesiti e di interventi. Sono questi i primi dati della chat sulla qualità dell’acqua potabile che si è svolta martedì pomeriggio. Per due ore tecnici dell’azienda, insieme a esperti esterni di Arpa e alla Professoressa Renata Caudarella, studiosa di malattie del metabolismo e del ricambio, hanno risposto in diretta alle domande dei cittadini che ogni giorno utilizzano l’acqua di rete distribuita da Hera.

E’ stato un importante momento di confronto, un’opportunità voluta dalla multiutility per dialogare in modo immediato con i propri clienti su un tema di particolare delicatezza e interesse. Il testo della chat rimane disponibile per tutti sul sito di Hera, nel canale dedicato al tema idrico: www.gruppohera.it/acqua.

Tanti i quesiti posti dai cittadini, che hanno trattato soprattutto i temi della distribuzione dell’acqua, dal suo prelievo da pozzi e sorgenti fino alle nostre case, delle sue caratteristiche, dei controlli effettuati dall’azienda e dagli enti preposti sulla risorsa idrica distribuita e sull’opportunità di somministrare acqua del rubinetto ai bambini, anche nel periodo del loro svezzamento. Gli esperti hanno evidenziato la buona qualità dell’acqua di rubinetto, comprovata anche dai risultati delle oltre 1600 analisi alla quale è sottoposta quotidianamente, cercando di sfatare convinzioni errate, come il fatto che la presenza del calcare nell’acqua abbia controindicazioni per la salute o che vi sia relazione tra assunzione di calcio, anche tramite l’acqua, e la formazione di calcoli. La disponibilità degli esperti a rispondere in diretta agli interrogativi dei cittadini ha avuto proprio lo scopo di fugare il più possibile i dubbi che ancora alimentano la diffidenza sulla qualità dell’acqua di rubinetto, a danno dell’ambiente e del bilancio familiare.

Nel corso della chat si è parlato anche della ‘carta d’identità’ dell’acqua che dal mese scorso Hera ha voluto riportare sul retro delle bollette emesse per il servizio idrico. In questa sorta di etichetta sono riportati 13 parametri chimici, confrontati con i limiti di legge, che riguardano l’acqua distribuita. I dati sono personalizzati per ognuno dei 170 comuni in cui Hera gestisce il servizio di acquedotto.

Oggetto della chat è stato anche il report di Hera “In buone acque” che, in questa quarta edizione, ospita per la prima volta i risultati delle analisi effettuate dalle Aziende Usl sulla rete di distribuzione dell’acqua. Il report, è disponibile on line, sempre nel canale del sito Hera dedicato all’acqua, può essere poi consultato nei principali sportelli clienti del Gruppo Hera ed è distribuito nelle scuole che collaborano con la multiutility nei progetti di educazione ambientale.

 


 

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