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I giovani centrano il lavoro: la Provincia centra l'obiettivo

Davanti al pubblico degli operatori del settore (associazioni delle categorie economiche, enti di formazione, Comuni e altri), nel corso della mattinata si sono tenute diverse relazioni

Giovani e lavoro: un binomio che, in tempo di crisi economica, può rappresentare un’emergenza sociale. Per riflettere sugli strumenti di accompagnamento al lavoro per i giovani si è tenuto mercoledì l’incontro “I giovani centrano il lavoro”, nell’aula magna dell’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli. L’incontro arriva a conclusione del progetto annuale - finanziato dal Dipartimento della Gioventù e realizzato attraverso un bando dell’UPI (Unione delle Province d’Italia) - che ha permesso di inserire 11 giovani di età intorno ai vent’anni in un’esperienza di lavoro di alcuni mesi.

Altri 35 ragazzi, invece, hanno usufruito di un percorso costituito da visite in azienda e colloqui finalizzati all’orientamento e al bilancio delle proprie competenze, approcciandosi in modo assistito per la prima volta al mondo del lavoro attraverso i centri di aggregazione giovanile. Davanti al pubblico degli operatori del settore (associazioni delle categorie economiche, enti di formazione, Comuni e altri), nel corso della mattinata si sono tenute diverse relazioni. Presenti anche l’assessore provinciale al Progetto Giovani Bruna Baravelli, il vicepresidente della Provincia Guglielmo Russo e l’assessore provinciale al Lavoro Denis Merloni.
 
A riguardo commenta il vicepresidente Guglielmo Russo: “Il progetto accompagna i giovani in un percorso di avviamento al lavoro, ed è da considerarsi particolarmente importante soprattutto in un momento di crisi. Al di là dei numeri dell’iniziativa appena conclusa, si è instaurato un buon sistema di governo dell’orientamento, gestito da più soggetti (Provincia, imprese, associazioni datoriali, enti di formazione). Sottolineo che manca in Italia un percorso di transizione al lavoro per i minorenni che concludono anticipatamente gli studi e non intraprendono neppure i percorsi di formazione. Anche a questi ragazzi, spesso appartenenti a categorie sociali fragili, dobbiamo essere in grado di dare risposte. Nelle statistiche sul numero di giovani fuori dal circuito dell’istruzione e formazione al lavoro siamo 10 punti superiori alla Germania e 7 punti superiori a Francia e Regno Unito, il governo deve farsi carico di questo buco nero”.

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