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I primi mesi di Zattini secondo il Pd: "Mandati avanti solo i progetti di Drei, il resto sono discussioni fuori da sedi politiche"

La conferenza stampa è stata convocata in un orario simbolico, vale a dire nell'ora in cui sarebbe dovuto partire il consiglio comunale poi rimandato

La conferenza stampa è stata convocata in un orario simbolico, vale a dire nell'ora in cui sarebbe dovuto partire il consiglio comunale poi rimandato. Lunedì pomeriggio, infatti, si sarebbe dovuta tenere l'assise, per la seconda volta rimandata. Questa volta perché i documenti inviati ai consiglieri sono stati mandati con un giorno di ritardo rispetto al tempo minimo necessario per permettere loro di valutarli. E' in questo modo che i gruppi consigliari del Partito Democratico e 'Forlì & Co' hanno voluto protestare per chiedere maggior rispetto delle prerogative dell'opposizione e dei lavori del Consiglio comunale. “Possiamo capire il disguido tecnico, ma questo si è verificato perché gli argomenti da mandare in consiglio comunale sono stati decisi dalla giunta l'ultimo giorno utile – rimarca l'ex candidato sindaco Giorgio Calderoni -. Non c'è attenzione al ruolo di controllo e al dialogo costruttivo delle opposizioni”. Quindi la frecciata: “Visto che il leader della Lega Salvini ha avuto modo di dire nel comizio a Riccione che 'Chi vince governa e chi perde non rompe le p..', non vorremmo che i rappresentanti locali della Lega andati per sentire il 'verbo' di Salvini lo vogliano applicare alla lettera. Perché noi i numeri per, dirla con Salvini, per 'rompere le p...' li abbiamo”.

Il riferimento all'istruttoria pubblica speciale che il centro-sinistra forlivese vuole chiedere per affrontare in Consiglio il tema del centro storico. L'istruttoria pubblica speciale è una sorta di “consiglio comunale aperto” in cui i portatori di interesse del territorio vengono coinvolti nel processo decisionale che culmina poi con un voto ad una delibera. L'istruttoria può essere messa all'ordine del giorno da un quinto dei consiglieri, anche se poi la sua reale istituzione dipende da un voto a maggioranza. 

Il bilancio dei primi mesi della giunta Zattini è deludente per il Pd e per il gruppo guidato da Calderoni. Sintetizza Soufian Hafi Alemani, capogruppo del Partito Democratico: “Per ora abbiamo visto due consigli comunali di normale amministrazione. Le circa 50 delibere di giunta sono tutti atti finalizzati a mandare avanti progetti ideati e finanziati dalle precedente giunta Drei, cosa che ci fa piacere. Gli atti con cui invece il centro-destra si è proposto in campagna elettorale vengono discussi sui media, con una comunicazione di annunci, ma fuori dagli organi politici”. Aggiunge Massimo Marchi, consigliere Pd: “Va avanti la campagna elettorale del centro-destra, questa volta in vista delle elezioni Regionali”. E questo anche in riferimento al caso dell'illuminazione natalizia dei 27 campanili della città. Sempre Marchi “Luminarie che non ha chiesto nessuno, di certo non il vescovo, che nella sua lettera chiedeva l'opposto, l'attenzione alla povera gente e all'accoglienza”.

Per il centro-sinistra sono diverse le mancanze della nuova maggioranza in Consiglio: la mancata presentazione delle linee programmatiche entro il termine dei 5 mesi dall'inizio del mandato amministrativo (termine che scadrà all'inizio di novembre), la mancata approvazione di un documento di bilancio consuntivo entro i termini di legge (“Per cui Zattini riceverà un ammonimento dalla Prefettura”, rilevano dal centro-sinistra). Si rendono noti anche problemi nella commissione d'indagine sugli affidi: “La nomina della consigliera Tassinari non era prevista neanche dalla lista civica di Zattini, tanto che avevamo dato una disponibilità di massima a discutere sulla presidenza del consigliere Dogheria, come era stato detto - sempre Calderoni -. La scelta di Tassinari ha spiazzato anche loro, tanto che un quarto d'ora dopo la sua nomina si sono dovuti interrompere i lavori della commissione”.

Sul tema del centro storico, netta chiusura del centro-sinistra alla riapertura di piazza Saffi, dopo oltre 40 anni, al libero traffico veicolare. Spiegano Calderoni,  Soufian Hafi Alemani e il capogruppo di 'Forlì e co' Federico Morgagni: “La giunta va in ordine sparso: il sindaco non esclude la sosta in piazza Saffi, l'assessore la nega e parla solo di transito. E' normale che ci siano contraddizioni quando manca un quadro organico di interventi sul centro. Le auto possono circolare e sostare liberamente a 50 metri da piazza Saffi, dato che possono giungere in piazza XX Settembre. Noi riteniamo che l'apertura di piazza Saffi non porti alcun beneficio, neanche negli obiettivi che si propone la maggioranza”, che sono quelli di una rivitalizzazione commerciale. Per il centro-sinistra meglio invece pensare a parcheggi di corona e a silos in via dei Gerolimini e via Lombardini, con collegamenti con navette elettriche. Secco rifiuto anche nel riportare più linee urbane e suburbane a passare da piazza Saffi.

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