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I Salesiani hanno ricordato il senatore Roberto Ruffilli: ‘cresciuto con don Bosco’ a trent’anni dalla barbara uccisione

Nato a Forlì il 18 febbraio 1937 e rimasto presto orfano di padre, Roberto Ruffilli trascorse la sua adolescenza nelle sale dell’oratorio San Luigi, gestito, appunto, dai Salesiani

Il senatore democristiano Roberto Ruffilli, a trent’anni dalla barbara uccisione nella sua abitazione di corso Diaz a Forlì, è stato ricordato anche dai Salesiani presso il Centro di Formazione Professionale Cnos-Fap di via Episcopio Vecchio, con gli interventi dell’amico Giovanni Tassani e del direttore del Centro Sergio Barberio. La commemorazione si è svolta all’interno dell’iniziativa del “Buongiorno agli allievi” del Centro e in vista delle celebrazioni in città del trentennale della sua scomparsa.

Nato a Forlì il 18 febbraio 1937 e rimasto presto orfano di padre, Roberto Ruffilli trascorse la sua adolescenza nelle sale dell’oratorio San Luigi, gestito, appunto, dai Salesiani. La mattina di sabato 16 aprile 1988, pochi giorni dopo la nascita del governo presieduto da Ciriaco De Mita, Roberto Ruffilli era giunto a Forlì in treno da Roma, anche per partecipare, presso la locale Camera di Commercio, ad una celebrazione per l’anniversario della nascita dell’oratorio salesiano, a cui era rimasto legatissimo. Al termine dell’incontro, qualcuno gli chiese di andare insieme a pranzo, ma lui volle tornare a casa perché aspettava notizie da Roma del governo De Mita, di cui era consigliere per le questioni legate alle riforme istituzionali. Alle 12.15, acquistati tre quotidiani nell’edicola posta di fianco alla chiesa-sacrario di Sant’Antonio Vecchio, si recò a casa. Di lì a poco fu barbaramente ucciso da un commando di due brigatisti rossi capitanati da Fabio Ravalli.

“Roberto – è stato ricordato al Cnos-Fap – è stato un accademico e politico di grande valore e per i salesiani un esponente della vecchia guardia dell’antico oratorio del San Luigi. E’ cresciuto condividendo lo spirito salesiano di don Bosco”. «Aveva la consapevolezza – ha scritto il professor Tassani nel libro “Un dì lontano, Cinquant’anni di vita salesiana a Forlì 1942-1992, Edizioni Filograf, Forlì, 1992” - di essere una persona perfettamente normale, anche se le cose che faceva crescevano quasi a sua insaputa, senza travolgerlo mai. E’ rimasto sempre lui, il buon Ruffillone, mite disponibile, affamato di amicizie, dell’oratorio San Luigi e di grandi politici. Le esperienze di ieri sono una lezione per il domani: un “ieri” fatto di 30 anni è un corso scolastico completo. Dentro ci si trova il farsi dal nulla, lo spirito di sacrificio, la solidarietà, i valori religiosi, il crescere insieme, l’ottimismo, l’ambizione di fare sempre meglio, la gioia per le piccole povere cose: una fantastica eredità da godere e consumere nei prossimi trent’anni».

«Senza che faccia velo l’alone della giovinezza ormai trascorsa – sono parole dello stesso Roberto Ruffilli in prefazione al libro di don Franco Zaghini, “Liberi per la fede e per l’amore – Istituto S.Luigi di Forlì (1887/1987)”, edito nel 1988 - dobbiamo riconoscere che noi all’oratorio abbiamo trovato le condizioni per maturare sotto diversi profili, in un clima di grande serenità e di vera disponibilità. In ogni caso sentiamo di aver ricevuto molto. Ci sono state offerte occasioni decisive per la formazione religiosa e la maturazione umana, ed abbiamo trovato un aiuto spesso determinante per il ridimensionamento delle eventuali difficoltà anche economiche, nella vita, in famiglia e nella scuola. Da qui una profonda gratitudine per quanti, dai direttori agli amici, hanno reso così bella e proficua per noi la stagione dell’adolescenza e della giovinezza».

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