Il balzo del lupo a caccia, ma non solo: le fototrappole catturano la vita al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Spiega Giacomo Cellini, autore del sito italiano di riferimento sul fototrappolaggio.: "Chi ha comprato fototrappola deve evitare di posizionarla fototrappola di fronte a nidi e tane"

Il balzo del lupo a caccia. La scena è stata immortalata nel cuore della nottata del 22 luglio scorso, poco dopo le 3.30 da una delle "fototrappole" della community italiana di Fototrappolaggio Naturalistico installata sul versante forlivese del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Ma non è l'unico avvistamento: nella stessa nottata è stata ripresa una femmina di capriolo alquanto spaventata, ma non solo. I video sono disponibili su uno specifico canale Youtube del gruppo. 

Spiega Giacomo Cellini, autore del sito italiano di riferimento sul fototrappolaggio.: "Chi ha comprato fototrappola deve evitare di posizionarla fototrappola di fronte a nidi e tane ed evitare mettere davanti alla fototrappola cibo o esche alimentari e olfattive". Tra le raccomandazioni anche quello di "richiedere sempre il permesso al proprietario del terreno e alle forze di pubblica sicurezza (guardie forestali e carabinieri) o all’ente che gestisce un Parco. Quindi bisogna scegliere una zona che si vuole monitorare oppure la fauna che si vuole riprendere. Nel primo caso è consigliato percorrere in lungo e in largo la zona che vuoi monitorare senza spaventare la fauna esistente. E' consigliato magari farlo di giorno dopo ad una leggera nevicata o ad una bella pioggia. Quindi studiare le orme ed i cosiddetti sentieri degli animali. Ogni giorno gli animali devono bere e mangiare quindi molto spesso dovranno scendere verso i vari torrenti e fiumi di montagna".

Una volta trovati i sentieri e le piccole radure possibilmente in piano, si può posizionare la fototrappola a 50-100 centimetri dal suolo, attaccata ad un albero, verificando che non abbia rami e foglie che possano farla scattare a vuoto - viene aggiunto -. Quindi evitare che il sole colpisca il sensore infrarosso, preferibilmente posizionandolo verso Nord. La fototrappola all’albero va montata utilizzando la cinghia in dotazione o il supporto a vite se presente. Quindi occorre lasciare l’ambiente come è stato trovato. Siamo ospiti in montagna e bisogna rispettarla sempre e comunque". Tra i suggerimenti quello di usare un cavetto in acciaio,un lucchetto o una cassetta di sicurezza antifurto. Ultima cosa: rilevare le coordinate Gps del sito per non rischiare di ricordare più dove l’hai posizionata.

Una volta attivata, bisogna tornare sul sito dopo alcune settimane per verificare cosa è stato ripreso. "Ci vuole tempo e perseveranza per ottenere i primi risultati - evidenzia Cellini -. Non bisogna abbattersi se le prime volte non ci sono immagini. Se si vuole immortalare un animale preciso è fondamentale avere delle nozioni base di ecologia su di esso e sulla sua presenza in quel territorio. Uno dei momenti più interessanti dell’anno è sicuramente il periodo estivo, ma molto dipende dai singoli animali. Per i cervi e daini il momento più emozionante è il periodo dei bramiti, dove perdono molti freni inibitori e diventa molto facile riprenderli". Un'altra raccomandanzione: "Pur essendo le fototrappole strumenti non particolarmente invasivi, va assolutamente evitato il loro piazzamento ovunque si rischi di creare anche il minimo disturbo alle normali attività della fauna selvatica. In particolare, vanno evitati i siti in prossimità di nidi e tane". 

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