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Cronaca

Il calendario del duce finisce in vendita alla Conad? "Un errore, subito tolto"

Calendari e gadget di Benito Mussolini in libera vendita sono stati oggetto negli ultimi mesi di un aspro dibattito aperto dalla proposta di legge Fiano

Calendari e gadget di Benito Mussolini in libera vendita sono stati oggetto negli ultimi mesi di un aspro dibattito aperto dalla proposta di legge Fiano (approvata per il momento solo da un ramo del Parlamento), tesa a renderli illegali. In Romagna la questione tocca soprattutto un paio di negozi specializzati in “souvenir fascisti” di Predappio e alcune rivendite di gadget per turisti sulla riviera riminese. Dopo un tale tam-tam, quindi, mai ci si sarebbe aspettato di vedere un calendario del duce in esposizione in uno dei supermercati più frequentati del territorio, per di più a marchio Conad, la cui cooperativa, non è certo un mistero, è storicamente legata al mondo politico della sinistra.

Per questo alcuni clienti del punto vendita hanno strabuzzato gli occhi quando nel banco edicola è comparso in bella mostra un raccoglitore con calendario, cartella portadocumenti e altri gadget tutti con l'effigie di Mussolini, quella più classica, stilizzata di profilo con mento pronunciato ed elmetto in testa. Il singolare articolo posto in vendita ha quindi destato subito perplessità, ma anche legittima indignazione. 

Si è trattato di un inciampo? Da Conad giurano di sì, ed anzi ringraziano per le segnalazioni che hanno portato velocemente alla rimozione dello sgradito calendario. Spiegano dalla base forlivese della catena della grande distribuzione: “Il calendario si trovava, in un unico esemplare, nella cassa che arriva dal distributore, in mezzo ad un assortimento di altri prodotti per edicola. Il commesso, svuotando la cassa, ha posto sugli scaffali tutta la merce non prestando attenzione ai singoli prodotti, da qui l'errore di metterlo in vendita”. Tuttavia, spiegano da Conad, “grazie alle segnalazioni abbiamo subito tolto dalla vendita questo articolo in cui non ci riconosciamo prima che venisse venduto”.

Non si esclude, come ipotesi, che proprio in vista della possibile approvazione in via definitiva della Legge Fiano, i distributori di questi prodotti editoriali stiano cercando di disfarsi delle scorte di magazzino, proponendoli così a rivendite che prima rimanevano escluse da oggetti così “particolari”.

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