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Il Comitato Lotta contro la Fame nel Mondo festeggia i 50 anni

La festa dei 50 anni si terrà per tre giorni, dal 24 al 26 maggio, nella sede di via Lunga. "Impegnarsi per gli altri è bello e rende felici".

Festa per i 50 anni. Non è facile sintetizzare in tre giorni mezzo secolo di attività umile e silenziosa. Il Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, che fra i soci fondatori annovera niente meno che la martire della carità Annalena Tonelli, ci proverà dal 24 al 26 maggio, nella propria sede di via Lunga, con la kermesse festosa, fatta di incontri e testimonianze, intitolata “I colori della pace: volti e luoghi dell'incontro”.

“Abbiamo pensato di condividere la nostra festa - dichiara il presidente Roberto Gimelli - assieme alle altre associazioni locali che lavorano a favore della pace e della solidarietà”. Per l'occasione è stato dato alle stampe anche un libretto, “50 anni in cammino con i poveri nel segno della gratuità”, utile a ritrovare il senso di un impegno ininterrotto che dura da dieci lustri. E' una pubblicazione pensata anche per i giovani, “perché trovino lo stimolo ad impegnarsi per gli altri, perché è bello, perché rende felici”.

Ma anche perché l'esempio dei maestri, Annalena Tonelli e Pina Ziani su tutti, senza dimenticare Mariateresa Battistini e l'onnipresente Vanni Sansavini, continui a sorreggere i volontari di via Lunga e ad illuminarli nel duro sentiero della gratuità. “Che sforzo - continua Gimelli - trasformare il volontariato in gratuità! Ma che valore dà alla nostra vita”. Nel novembre del 1962, alcuni giovani del Movimento Laureati Cattolici decisero di impegnarsi in un gruppo di studio che aveva come oggetto le povertà nel mondo. I laureati coinvolsero alcuni universitari della Fuci e la prima a rispondere fu una giovanissima Annalena Tonelli.

Nella primavera del 1963 ci fu un grande appuntamento al Teatro Apollo con scuole, associazioni, parrocchie e tante persone di buona volontà. Al termine fu presa la decisione di creare un comitato di lotta contro la fame nel mondo, capace di misurarsi concretamente con le povertà. La prima sede fu il piano terra della Casa dell'Azione Cattolica, in via Albicini. “Si progettava e si realizzava in modo capillare e sistematico la raccolta di carta, stracci, ferro vecchio e medicinali”. Se si chiede ad un socio del Comitato dove e come sono utilizzati i risultati del loro impegno e della loro fatica, la risposta è: “Dove c'è bisogno”.

Gli emuli di Annalena sono sempre intervenuti partendo da una progettualità rigorosa, dettata dalle emergenze più eclatanti del globo: carestie, distruzioni dei terremoti e le conseguenze dei conflitti etnici. Anche se purtroppo, in cima a tutti i bisogni rimane la fame endemica che opprime gran parte della popolazione del pianeta. “Senza dimenticare l'ignoranza, la malattia, la sopraffazione che opprime i più deboli”. Scorrendo le “Opere e i Giorni 2012”, si coglie una lista infinita di paesi toccati dagli interventi del Comitato. Dall'Albania al Cameroun, dall'Eritrea al Guatemala, Italia compresa, si riesce veramente a disegnare la mappa della povertà mondiale.

Spicca l'Africa, quella più nera, da sempre in testa alla classifica benefica del Comitato, che continua a sostenersi con la vendita di beni usati di ogni tipo raccolti in città e comprensorio, o conferiti direttamente nella sede di via Lunga. Uno degli sforzi più grandi, condiviso con Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Comune di Forlì e Provincia di Forlì - Cesena, rimane quello operato per le scuole di ciechi e sordomuti di Borama, l'assolata località del Somaliland in cui la Tonelli ha perso la vita il 5 ottobre 2003.

“Annalena - scrisse la redattrice del magazine pontificio 'Mondo e Missione' Anna Pozzi l'indomani del suo assassinio - si identificava completamente con il servizio reso agli altri in nome di Dio”. Non è stato un sacrificio vano. “Perché Annalena continua a parlarci. Con la sua testimonianza e con il suo farsi piccola - «Io sono nessuno», amava ripetere - e soprattutto con il suo radicamento molto alto: l'essere per Dio e per i poveri in Dio”.

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