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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Il Comune smantella la tomba della "medaglia d'argento" Quartaroli: scatta la petizione

E ora si tenta una mobilitazione “virtuale” attraverso una petizione sul sito “change.org” intitolata “Salviamo la tomba di Mario Quartaroli e quelle dei martiri della Prima guerra mondiale”

C’è anche la tomba di Mario Quartaroli tra i sepolcri del Cimitero Monumentale in decadenza di concessione. Il sospetto, evocato già nella rubrica “Il Foro di Livio”, dopo opportuni sopralluoghi ha una conferma. E ora si tenta una mobilitazione “virtuale” attraverso una petizione sul sito “change.org” intitolata “Salviamo la tomba di Mario Quartaroli e quelle dei martiri della Prima guerra mondiale”, indirizzata anche al Presidente del Consiglio e al Sindaco. Il promotore dell’iniziativa è l’ingegnere forlivese Giorgio Pondi. Se, infatti, non si faranno avanti eventuali discendenti o interessati, le ossa saranno ricollocate e il monumento alla sua memoria smembrato. La vita del giovane forlivese fu sacrificata proprio cent’anni fa sul campo della Prima guerra mondiale tanto da meritarsi la medaglia d’argento al valor militare.

La tomba

La tomba, collocata nel settore G al numero 159, si compone di un ammasso di pietre, probabilmente tratte dal fronte, sul quale è appoggiato un cartiglio marmoreo con fotografia. L’iscrizione, assai sbiadita, lascia comunque intendere che si tratti della medaglia d’argento forlivese cui è intitolato anche il prolungamento di viale Fulcieri. Sulle pietre, inoltre, svetta una colonna mozzata. Cercando di scongiurare l’eventuale esecuzione del provvedimento comunale (che, di prassi, vale per tutte le tombe da tempo in stato di abbandono), proprio a cent’anni dalla morte del giovane forlivese (Monfenera, novembre 1917), si tenta così la carta della petizione pubblica.

Chi era Quartaroli

Mario Quartaroli, ragionere, tenente di fanteria, fu decorato con la medaglia d’argento in quanto “fulgido esempio di coraggio e devozione al superiore”. Morì ventisettenne nei pressi del Monte Grappa nel modo così descritto: “Quale comandante di una compagnia, visto che una pattuglia nemica, presentatasi dal bosco antistante, poteva minacciare il Colonnello comandante del settore che in quel momento ispezionava la linea, alla testa di pochi uomini spontaneamente si slanciava fuori dalla trincea ed inseguiva l’avversario rimanendo colpito a morte”. Il suo sacrificio è ricordato anche nel sacrario dei caduti in Sant’Antonio Vecchio di corso Diaz. “Riteniamo – si legge nella petizione – che alla scadenza della concessione, in caso di assenza di familiari, le tombe dei defunti della Grande guerra dovrebbero essere prese in carico dal Comune o dallo Stato, conservate e valorizzate come simboli della nostra identità nazionale”.

Il regolamento

La decadenza della concessione è prevista dal regolamento dei servizi cimiteriale e dei cimiteri comunali, laddove “per abbandono per incuria o per morte degli aventi diritto, il comune, previa diffida, può disporre la rimozione delle opere nonché la decadenza della concessione”. Il comune ha pubblicato un recente provvedimento con l’elenco di 50 tombe abbandonate da smobilitare.

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