Il congedo da Forlì di don Lino Pizzi: "Mi ritiro a Rivara di San Felice sul Panaro"

Il vescovo uscente di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi si è congedato ufficialmente dalla città e dalla comunità cristiana forlivese, ringraziando apertamente le istituzioni civili e la Caritas “perché in questi anni di crisi economica e di immigrazione, abbiamo condiviso e portato avanti la preoccupazione e l’impegno per i più deboli e i più poveri”.

Cattedrale gremita, sabato pomeriggio a Forlì, per il saluto a monsignor Lino Pizzi. La Diocesi di Forlì-Bertinoro ha ringraziato il vescovo uscente al termine dei 12 anni di ministero episcopale, con la messa solenne che lo stesso presule modenese ha concelebrato assieme al vescovo emerito di Makeni, in Sierra Leone, monsignor Giorgio Biguzzi. “Quante volte mi è stato chiesto in queste ultime settimane – ha dichiarato in avvio dell’omelia – se io lascerò definitivamente questa comunità. Il vescovo che lascia il governo di una chiesa per raggiunti limiti di età, rimane vescovo emerito di quella chiesa. Perciò io rimango vescovo emerito di Forlì-Bertinoro fino alla fine dei miei giorni”.

I forlivesi non hanno voluto far mancare il loro appoggio nel momento dell’addio al loro pastore, che ha scelto di ritornare nella natia Modena al termine della sua missione in terra di Romagna. Per congedarsi dalla comunità di fedeli che ha guidato per 12 anni, il vescovo uscente ha scelto una concelebrazione eucaristica con circa settanta dei suoi sacerdoti, alla presenza delle autorità civili e dei sindaci della Diocesi di Forlì-Bertinoro.

Nelle prime file, oltre al Prefetto De Marinis sedeva anche il parlamentare Marco Di Maio e il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, avvocato Roberto Pinza. Monsignor Pizzi, nel suo discorso di commiato detto al termine di una breve spiegazione della Parola di Dio, ha auspicato che pure il suo successore monsignor Livio Corazza sappia cogliere i numerosi lati buoni del carattere romagnolo: fede, solidarietà, operosità, semplicità, concretezza, cordialità e preghiera.

"Dodici anni vissuti insieme non si possono dimenticare, anche se verrà meno la consuetudine quotidiana: tanti volti, tante relazioni, tanti incontri e attività pastorali sono i motivi per cui oggi vogliamo ringraziare il Signore; voi volete ringraziare me e io voglio ringraziare tutti voi: mi avete accolto pazientemente, benevolmente, con comprensione”. Monsignor Pizzi abbraccia apertamente le istituzioni civili e la Caritas “perché in questi anni di crisi economica e di immigrazione, abbiamo condiviso e portato avanti la preoccupazione e l’impegno per i più deboli e i più poveri”. Non è mancato il rammarico, quasi un’amarezza, “che vorrei che tutti voi raccoglieste come impegno per il futuro: non sono riuscito ad innamorare più giovani e ragazze per un impegno totale al servizio del Signore e dei fratelli nella Chiesa e nel mondo, come buoni sposi e anche come sacerdoti, religiosi, religiose e missionari”.

Il saluto al vescovo Lino Pizzi - GUARDA IL VIDEO

L’ultima parola di don Lino è per il suo futuro: “Mi ritiro a Rivara di San Felice sul Panaro, a due chilometri di distanza dai miei fratelli e dalle mie sorelle. Se il Signore vuole, continuerò il mio ministero di prete ma anche di vescovo in aiuto a don Erio, che ho avuto la grazia e la gioia di ordinare”. Se il vicario generale diocesano monsignor Pietro Fabbri ha espresso la sua gratitudine a don Lino per essere riuscito in dodici anni di servizio a Forlì, a profondere le migliori energie per l’attuazione delle tre priorità di inizio mandato, famiglia, giovani e poveri, il sindaco di Forlì Davide Drei ha ringraziato Pizzi per aver operato in dodici anni intensi, nel solco di quella piena collaborazione fra istituzione civile e religiosa di cui è intrisa la storia della città. A cominciare dallo straordinario connubio fra il primo sindaco del dopoguerra Agosto Franco e don Pippo Prati, continuato fra Icilio Missiroli e il vescovo Paolo Babini.

“Grazie a questo rispetto condiviso – conclude il primo cittadino – si è lavorato proficuamente nell’ascolto delle istanze delle famiglie, dei più poveri e dei disabili, fino a produrre importanti convergenze tra gli istituti religiosi, le associazioni di volontariato, i soggetti del terzo settore e gli enti locali”. Monsignor Lino Pizzi si tratterrà in città sino all’ingresso ufficale a Forlì del successore monsignor Livio Corazza, previsto per domenica 22 aprile

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