Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Il covid blocca la tradizionale mostra di presepi "Città di Forlì" e quello meccanico di Vecchiazzano

Sarà drasticamente ridotta, causa Covid, la schiera dei presepi visibili quest’anno a Forlì e dintorni, in occasione delle festività natalizie: saltano sia la Rassegna in Palazzo Albertini, che il leggendario presepe biblico-meccanico di Vecchiazzano.

Il Covid non fa sconti neanche al Natale. Sarà drasticamente ridotta la schiera dei presepi visibili quest’anno a Forlì e dintorni, in occasione delle festività natalizie. “Ci saranno dei vuoti pesanti – annuncia il presidente dall'Associazione Italiana Amici del Presepe, Sezione di Forlì, Andrea Donori – ma anche delle belle novità”. Primo grande assente sarà la Rassegna Presepi “Città di Forlì” in piazza Saffi. Lo scorso anno accorsero addirittura in diecimila ad ammirare le circa 60 natività proposte al piano terra di Palazzo Albertini. Non ci sarà il presepe della Sala XC Pacifici, destinata dal Comune ad altre funzioni, e salterà persino lo straordinario percorso biblico-meccanico di Vecchiazzano, curato per ben 30 anni di fila da Francone Casadei e dal suo team all’interno della chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari. Lo scorso anno il presepe era incentrato sulla figura della beata Benedetta Bianchi Porro e attirò più di ventimila visitatori.

"Abbiamo dovuto rinunciare ad entrambi - comunica Donori – per l’impossibilità di gestire un flusso così imponente di persone secondo i protocolli Covid”. Per ovvi motivi non sarà visibile al pubblico neppure la tradizionale natività meccanica posta all’interno della Casa di riposo “Pietro Zangheri”, in via Andrelini: “E’ un vero peccato – continua il presidente – visto che si tratta di una rappresentazione storica, allestita per la prima volta da suor Silvia Maestri nel 1977, utilizzando statue del faentino padre Giovanni Lambertini. Troveremo comunque il modo di allietare gli anziani ospiti della struttura, realizzando un rappresentazione interna tutta per loro”.

L’ultimo grande sacrificio imposto dal Covid sul fronte dei presepi, è il mancato allestimento a Terra del Sole della celeberrima rassegna all’interno dei bastioni restaurati. Terminata la lista nera, è il momento di passare alle conferme. Per il secondo anno consecutivo, su richiesta del sindaco Gian Luca Zattini, la residenza comunale ospiterà una natività. Giunto in cima allo scalone d’ingresso, il visitatore sarà attratto dal “simulacro” di Porta Schiavonia, che condividerà la scena assieme ad un carretto-bicicletta a tre ruote condotto dal nonno che trasporta un presepe, dalla nonna coi nipotini seduti su una panchina ad ammirare il presepe, da una celletta della Madonna del Fuoco e infine, apriti cielo, dalle sagome provocanti di Don Camillo e Peppone. Sempre in piazza Saffi, oltre che all’interno della basilica di San Mercuriale, Gesù Bambino rinascerà anche sotto l’albero di Natale, al freddo e al gelo, a fianco del monumento al Triumviro.

Altri scenari da ricordare in centro storico sono i presepi allestiti nella vetrina del Palazzo del Monte di Pietà, in corso Garibaldi, sede della Fondazione Cassa dei Risparmi, nonché in Duomo, nella cappella del Santissimo Sacramento. Un altro gesto natalizio che pare in grado di resistere al Covid, è la Celletta dei Passeri, in sobborgo Romiti: alcuni giovani della parrocchia guidata da don Loriano Valzania, riproporranno 30 statue animate e tanti altri particolari, in un trionfo di effetti speciali e musiche celestiali inneggiante alla nascita di Cristo. Dulcis in fundo, anche i mastri presepisti forlivesi stanno imparando a fare di necessità virtù in vista del Natale più contrastato della storia recente.

A breve, su invito del vescovo mons. Corazza e in collaborazione col periodico diocesano Il Momento, verrà lanciato un concorso presepi online: per partecipare basterà inviare la foto del proprio lavoro fatto a casa, con le modalità che saranno comunicate. I migliori dieci vinceranno un attestato. Donori spezza una lancia in favore del Sindaco Zattini e dell’Amministrazione comunale, per aver voluto il segno della tradizione natalizia cristiana sia in Piazza che nella residenza municipale: “Il presepe rimane l’unica cosa che ci può unire e dare il senso del vero Natale, quello cristiano. Se anche non potremo andare a Messa la notte della Vigilia a causa del Covid, basterà ritrovarci a mezzanotte davanti al nostro presepe e pregare insieme per la salvezza del mondo nel nome di Cristo rinato”. 

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