Il covid non ferma l'attività della Fondazione regionale vittime di reato: accolte due richieste d'aiuto

Carlo Lucarelli riconfermato alla presidenza: "Vicinanza alle persone e un aiuto concreto dalle istituzioni grazie al lavoro in rete con gli enti locali"

L’emergenza Covid-19 non ha fermato la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, che nei primi sette mesi del 2020 ha accolto 15 nuove richieste di aiuto da parte dei sindaci relative ad altrettanti casi di violenza e maltrattamenti in famiglia subiti da donne e bambini, per un impegno economico complessivo che ha sfiorato quota 90 mila euro. Il punto sull’attività dell’ente nato nel 2004 su iniziativa di Regione Emilia-Romagna, primo socio contribuente, Province e Comuni capoluogo per offrire un sostegno concreto e immediato alle persone coinvolte in tragici casi di cronaca nera è stato fatto in occasione della recente assemblea dei soci, che ha confermato all’unanimità come presidente per un altro triennio lo scrittore Carlo Lucarelli. Riconfermati alla vicepresidenza Cosimo Braccesi e, come garanti, Giuseppina Vio Gilardi e Fulvio Della Rocca. Sono loro a ricevere e valutare le istanze che i sindaci inoltrano alla Fondazione per attivare aiuti economici a favore delle persone gravemente offese.

"Il mio impegno in Fondazione mi dà la possibilità di conoscere crimini efferati che tutti noi vorremmo relegare nella preistoria - commenta Lucarelli -. Invece siamo molto lontani dall’aver superato questo tipo di violenza, che colpisce soprattutto donne e bambini, e specialmente in famiglia. Pur avendo buone leggi contro la violenza di genere e a favore dei minori, ancora non siamo in grado di fare una prevenzione efficace. La Fondazione conferma il proprio intervento in rete con gli enti Locali e con tutti i soggetti che si impegnano a favore delle vittime". I casi esaminati quest’anno della Fondazione riguardano 10 donne e 3 minorenni che hanno subito gravi maltrattamenti in ambito famigliare e altre 2 donne aggredite o perseguitate da conoscenti. Le richieste di aiuto sono pervenute da Comuni delle province di Bologna (5), Ferrara (3), Piacenza (3), Forlì-Cesena (2), Modena (1) e Reggio Emilia (1).

Tra le richieste accolte nei primi sette mesi del 2020 va citata quella a favore di una donna, residente nel reggiano, che sta ancora lottando per riavere accanto il suo bambino che il padre del piccolo, da lei denunciato per maltrattamenti e con il quale è in corso una separazione particolarmente conflittuale, ha portato con sé all’estero con l’inganno. Da segnalare, ancora, una brutta aggressione, avvenuta proprio nel periodo della quarantena sanitaria, subita da una donna da parte del suo convivente alla presenza dei figli, con lei che alla fine è stata costretta ad occuparsi da sola di tutto.

Approvato il bilancio consuntivo

Approvato dall’assemblea anche il bilancio consuntivo 2019, anno nel corso del quale è stato raggiunto il picco di 42 istanze accolte, per un totale di 277 mila euro erogati a favore delle vittime. Le persone aiutate sono state in tutto 98, di cui 38 donne, 9 uomini e 51 minorenni: questi ultimi quasi sempre coinvolti in episodi che avevano gli adulti come vittime principali. Dal 2005 al 2019 sono state 833 le persone che hanno ricevuto un aiuto economico dalla Fondazione: 333 donne, 120 uomini e 390 minorenni, per un impegno economico complessivo di 2,9 milioni di euro.  Gli aiuti sono assegnati direttamente alle persone offese o, per i minorenni, al tutore legale e servono per affrontare le spese necessarie per accompagnare verso l’autonomia chi, dopo tanta sofferenza, cerca di ricostruirsi una vita. La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, unica nel suo genere in Italia, è sostenuta dai versamenti dei soci e dalle donazioni dei singoli cittadini, ad esempio destinando all’ente il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi, indicando nell’apposito riquadro il codice fiscale della Fondazione, 02490441207. 

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La compagine associativa

Oltre alla Regione e ai Comuni capoluogo, l’attuale compagine sociale comprende in provincia di Modena i comuni di San Possidonio e Sassuolo e l’Unione Terre d’Argine, che riunisce i comuni di Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera; in provincia di  Bologna il comune di Imola; in quella di Parma l’Unione Pedemontana Parmense (Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Traversetolo e Sala Baganza); nel reggiano l’Unione Val d’Enza (comuni di Campegine, Canossa, Bibbiano, Cavriago, Gattatico, Montecchio, San Polo d’Enza e Sant’Ilario d’Enza). L’ultimo socio ad aderire alla Fondazione è stato nel 2019 l’Unione della Romagna Faentina, che a sua volta associa i comuni di Faenza, Castel Bolognese, Solarolo, Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme. L’unico socio sostenitore è l’Università di Parma. Per il 2020 la Fondazione può contare su un budget di circa 240 mila euro, di cui 150 mila euro, la quota maggiore, messi a disposizione dalla Regione, che ha così confermato l’importo del 2018.

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