Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Il direttore sanitario della Ausl a Salotto blu: "Chi appartiene alla classe dirigente deve offrire alle persone le opportunità che ha avuto"

Come spesso accade nelle conversazioni di "Salotto blu" c'è stato spazio anche per una riflessione di natura personale

Mattia Altini è presidente nazionale del medici-manager e da qualche mese direttore sanitario della Ausl Romagna dopo esserlo stato per diversi anni dell' Irst, istituto di cura e ricerca contro il cancro allocato a Meldola. Conversando a VideoRegione con Mario Russomanno nel corso della trasmissione che andrà in onda domenica alle 22,30, Altini ha fatto il punto su diverse questioni d'attualità. "I vaccini, che saranno più d'uno, verranno distribuiti anche in Romagna con i criteri prefissati dal commissario nazionale Arcuri e fatti propri dalla Regione - ha affermato -. Sono certo che risolveranno il problema ma ci vuole pazienza, servono mesi. Del resto mai nella storia era accaduto che la conoscenza scientifica di tutte le nazioni convergesse tanto rapidamente alla ricerca di un vaccino".

Cosa c'ha insegnato la pandemia in termini organizzativi? "Che i nostri ospedali rappresentano eccellenza ma non possono costituire l'unica risposta alla richiesta di salute pubblica. Dobbiamo potenziare assolutamente la sanità di territorio, anche attraverso una maggiore coinvolgimento dei medici di base. E pensare a reti operative e relazionali con il pubblico, non escludendo dai progetti, ad esempio, quella costituita dalle farmacie". Le nuove tecnologie? "Servono come il pane - evidenzia Altini -; hanno cambiato in meglio la sanità, va fatto ogni sforzo per approvvigionarsene, ma non va dimenticato che medici, infermieri, operatori sono persone che interagiscono con persone. E' nel dialogo con pubblico e pazienti che si caratterizza il servizio pubblico".

Come spesso accade nelle conversazioni di "Salotto blu" c'è stato spazio anche per una riflessione di natura personale: "Sono il primo laureato della mia famiglia - ha spiegato Altini - ho avuto la fortuna di svolgere mestieri gratificanti. Lo devo alle opportunità che la società concede anche a chi non ha privilegi di nascita. Ricordo e cerco di applicare l'insegnamento del prof. Dino Amadori, il grande oncologo con cui ho collaborato per anni. Lui diceva che chi avuto deve restituire alle persone e alla comunità, operando al meglio per offrire qualità della vita e condizioni di salute ottimali".

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