Il dottor Vicini: "Venerdì un caso di polmonite in ospedale a Forlì, non abbassiamo la guardia"

"Senza responsabilità prolunghiamo il problema", ha detto Vicini nel corso dell'ultima diretta che ha fatto il punto sulla situazione sul virus, insieme all'onorevole Marco Di Maio

Nel corso dell'ultimo appuntamento in diretta per fare il punto sul virus, insieme all'onorevole Marco Di Maio, il dottor Claudio Vicini ha dato notizia di un caso di polmonite, con il paziente che ha fatto ingresso venerdì nell'ospedale di Forlì.

"Ho cercato di fornire un servizio e di dare informazioni basiche nel corso di queste dirette", ha detto il dottor Vicini ringraziando Di Maio 'inventore' del format. "In Italia la situazione sembra sotto controllo - ha detto Di Maio - ma parliamo di una pandemia ed è importante vedere cosa accade nel resto del mondo, in alcune zone continuano a crescere i positivi, e questo è preoccupante. A maggior ragione non dobbiamo abbassare la guardia, ma questo non significa seminare il terrore in vista dell'autunno".

"Senza responsabilità prolunghiamo il problema", ha detto Vicini nel corso dell'ultima diretta che ha fatto il punto sulla situazione della pandemia "ignoranza e disattenzione sono i due peccati più gravi". "Non voglio demonizzare i guanti ma è meglio la sanificazione frequente delle mani", il consiglio pratico del dottor Vicini.

Sul distanziamento: "Manteniamo una distanza minima, nei paesi orientali è doppia rispetto a quelli occidentali. Non è un caso perchè loro ne hanno avuto già diverse di pandemie. Il presidio fondamentale sarà ancora per molto tempo la mascherina, se tutti indossiamo la mascherina la trasmissione del virus si azzera. E' un dovere sociale".

"I nuovi casi in Italia giornalieri sono circa 200 - ha spiegato Vicini - molti a bassissima carica, però i reparti accologono ancora i malati". "Ieri uscendo tardi dal reparto - ha informato Vicini - ho parlato con un collega di un caso di polmonite entrato ieri pomeriggio. Quindi il virus forse ci attacca meno, ma con 200 casi al giorni la curva dei positivi sale. Non voglio prevedere una seconda ondata, ma non dobbiamo dimenticarci la lezione che ci ha impartito la 'spagnola'".

"Nel corso della prima diretta - ha detto Di Maio - addirittura il mondo scientifico diceva che la mascherina non era necessaria, da quel 29 febbraio è cambiato praticamente tutto". "Questo virus non lo conosceva nessuno, e nessuno lo conosce bene neanche ora - ha proseguito Vicini - fu detto che le mascherine non servivano semplicemente perchè in quel momento non c'erano, sarebbe stato più saggio dire 'mettete una sciarpa'".

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