Il dramma di Fabio Lombini, aperta un'inchiesta per "omicidio colposo contro ignoti"

L’area dove è avvenuto l'impatto - nella periferia sud di Nettuno - è ancora sotto sequestro, mentre i resti dell’ultraleggero biposto "P9s Tecnam" sono stati trasferiti in un deposito di Nettuno

La procura di Velletri ha aperto un fascicolo sulla tragedia aerea di domenica scorsa costata la vita alle due promesse del nuoto italiano, il 22enne forlivese Fabio Lombini e il 23enne romano Gioele Rossetti. L'accusa è di "omicidio colposo contro ignoti". L’area dove è avvenuto l'impatto - nella periferia sud di Nettuno - è ancora sotto sequestro, mentre i resti dell’ultraleggero biposto "P9s Tecnam" sono stati trasferiti in un deposito di Nettuno.

La magistratura presumibilmente incaricherà uno o più periti ad esaminare i resti dell’aereo. Si vuole appurare cosa non abbia funzionato all’improvviso, impedendo al pilota Rossetti di tentare un atterraggio di emergenza. Sul luogo della sciagura sono intervenuti anche gli ispettori dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) e quelli dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), appurando come vi fossero tutti i pezzi dell’aereo andato distrutto subito dopo l’impatto dalle fiamme.

La sciagura si è consumata in pochi secondi, non appena l’ultraleggero ha spiccato il volo dall'aviosuperficie "Crazy Fly" nella zona delle Grugnole. Domenica sera i genitori di Fabio hanno raggiunto Ostia per riprendere gli effetti personali che il figlio aveva lasciato nella foresteria del polo natatorio della Federazione nuoto. Il 22enne era stato convocato ad un raduno collegiale della nazionale di due settimane.

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"Se avessi saputo di questo suo progetto del volo avrei in qualche modo cercato di dissuaderlo, ma non sapevo nulla", ha confessato in lacrime alla Gazzetta dello Sport l'allenatore di Fabio, Andrea Resch.

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