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Il fantasma di Girolamo Riario diventa un racconto

È uscito verso la fine del 2012 un interessante racconto storico che riporta in luce fatti e misfatti dimenticati del rinascimento italiano, intitolato il Fantasma di Girolamo Riario

È uscito verso la fine del 2012 un interessante racconto storico che riporta in luce fatti e misfatti dimenticati del rinascimento italiano, intitolato il Fantasma di Girolamo Riario. Scritto dal forlivese Ivo Ragazzini, il racconto riprende alcuni fatti realmente accaduti a Forlì tra il 2010 e il 2011, quando alcune persone raccontarono di aver visto dentro l'antico palazzo comunale un fantasma che se ne andava in giro piuttosto malconcio lamentandosi.

Costoro raccontarono pure la stranezza di averlo visto “danzare” come se fosse sospeso nel nulla. fuori da una finestra del primo piano. Ma chi era quel fantasma e chi l'aveva conciato così? Secondo l’autore quel fantasma era Girolamo Riario, nipote di Papa Sisto IV e primo marito di Caterina Sforza, assassinato in quel palazzo per un vecchio regolamento di conti nientedimeno che con Lorenzo il Magnifico, per una vicenda rimasta torbida e in ombra per secoli.

“Quel libro contiene fatti e particolari riscoperti dopo secoli, di cui nessuno sa più nulla e sarà una sorpresa per molti appassionati di storia e non solo per loro. Ad esempio nessuno sapeva fino a oggi dov'era la vera stanza delle ninfe dove fu assassinato Riario, né il vero motivo per cui fu assassinato né chi furono i veri mandanti.” spiega l'autore.

“Quella stanza - aggiunge Ragazzini - si trovava un un ala laterale del palazzo comunale forlivese e fu fatta distruggere da Caterina Sforza subito dopo il suo assassinio e non fu mai più ricostruita per motivi ben spiegati, ma da oggi è possibile per chiunque ritrovare il punto esatto dove si trovava cinque secoli fa perché è l'autore ha ben spiegato il punto esatto, e ha fatto pure ricostruzioni grafiche e fotografiche di quel luogo che sono in mostra per la prima volta dopo 5 secoli da gennaio 2013 in una galleria forlivese".

“Quel libro spiega pure per la prima volta assoluta, perché Caterina Sforza fu falsamente accusata per secoli di aver mostrato le sue vergogne dagli spalti della rocca di Forlì ai suoi nemici che gli chiedevano di arrendersi e come andarono invece le cose - chiosa Ragazzini -. Naturalmente spiega pure perché il fantasma fu visto “danzare” fuori da una finestra del palazzo comunale di Forlì.” “Di fatto si tratta un pezzo di storia dimenticata, ritrovata e riportata in luce dopo secoli ed è sotto questa ottica che andrebbe visto”, conclude l’autore che invita tutti a visitare la mostra della stanza delle ninfe aperta dalle 17:00 alle 19:00 fino al 14 febbraio 2013, presso MAF Arte di Via Mazzini 20 a Forlì.

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