Guidi :"Il fare per apparire"

"Ad ogni fine mandato amministrativo, sia esso di un piccolo Comune come, ad esempio, Rocca san Casciano o di una grande città come Forlì, accade sempre un fenomeno che sembra inevitabile"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

I RISCHI DI FINE MANDATO: FARE PER APPARIRE.

Ad ogni fine mandato amministrativo, sia esso di un piccolo Comune come, ad esempio, Rocca san Casciano o di una grande città come Forlì, accade sempre un fenomeno che sembra inevitabile: chi governa imprime una forte accelerazione ai tempi di realizzazione delle opere promesse agli elettori.

Lo si fa per dimostrare di aver governato bene e si ritiene che, meglio delle parole, nulla sia più esplicito di un'opera compiuta.

Così accade che una sorta di frenesia dell'ultima ora prenda tutti gli amministratori, in primo luogo, nella ricerca delle fonti di finanziamento, poi nella sollecitazione dell'apparato interno e delle collaborazioni esterne a ridurre i tempi burocratici e quelli tecnici che ritardano l'avvio o il compimento dei lavori in questione.

Questo fervore del fare determina, spesso, che lavori utili diventino lavori mal fatti e che lavori inutili, ma appariscenti, siano sfornati per abbellire la città, dando fondo a risorse che sarebbe meglio impiegare più per "essere" che per "apparire".

Dal punto di vista politico, in questa vera e propria fobia realizzativa, non ci sono differenze tra destra e sinistra: tutti si comportano allo stesso modo, tutti vogliono "tutto e subito".

Questo comportamento dei singoli amministratori, seppure comprensibile sul piano umano e politico, dimostra però che chi amministra non possiede il "senso della continuità istituzionale"; che, in altre parole, il proprio Comune, in quanto tale, non nasce e non muore con se stessi ma va ben oltre chi, pro tempore, governa oggi la cosa pubblica.

Ovviamente c'è da augurarsi che, seguendo l'esempio fatto, a Rocca San Casciano o a Forlì, come altrove, le promesse fatte siano mantenute, ma c'è anche da sperare che lo siano in quanto effettivamente utili, in modo qualitativamente alto e non solo per scopi elettorali.

L'effetto bumerang di un'opera non fruibile o mal fatta è peggio, anche dal punto di vista politico-elettorale, di un ritardo realizzativo.

Calma, quindi, pubblici amministratori: le marce delle Bande comunali, le forbici e il nastro tricolore vanno usati a tempo debito e a ragion veduta, non perché siamo a fine mandato e le elezioni incombono, ciò farebbe torto alla vostra funzione di "governanti" consapevoli e, non meno, all'intelligenza dei cittadini.

Alessandro Guidi

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