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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

"Il nuovo comandante della Municipale? Ha rinunciato per la litigiosità nell'Unione dei Comuni"

E' l'affermazione che arriva in Consiglio Comunale dal sindaco Davide Drei, in risposta ad un fuoco incrociato di question time sul tema dell'Unione giunto dal Movimento 5 Stelle, da Forza Italia e dalla Lega Nord

Il nuovo comandante in pectore della Polizia Municipale? Ha rinunciato all'incarico appena assegnato per l'alto livello di litigiosità tra gli amministratori dei Comuni aderenti all'Unione dei Comuni. E' l'affermazione che arriva in Consiglio Comunale dal sindaco Davide Drei, in risposta ad un fuoco incrociato di question time sul tema dell'Unione giunto dal Movimento 5 Stelle, da Forza Italia e dalla Lega Nord. Un'Unione dei Comuni descritta da Drei come “la tela di Penelope, con qualcuno che la costruisce di giorno e altri che la disfano la notte”.

L'ente che avrebbe dovuto semplificare e ridurre i costi dei Comuni è sempre più nel mirino, prima dei sindacati che hanno inscenato uno “sciopero bianco” proprio mentre Forlì attendeva l'arrivo di tappa del Giro d'Italia Under 23, e poi della politica, con ben 5 sindaci dissidenti, sia di sinistra, che di destra che civici, che hanno chiesto di smantellare un'esperienza giudicata, senza troppi giri di parole, fallimentare. Infine l'ultimo atto: dopo un lunghissimo iter per individuare il nuovo comandante della Polizia Municipale (funzione passata appunto all'Unione dei Comuni), scelto nella figura di Giovanni Galdenzi, comandante dei vigili a Pesaro, quest'ultimo ha comunicato di rifiutare l'incarico, ufficialmente per “motivi personali”, riaprendo così i giochi con anche il secondo classificato, Ernesto Grippo, ex comandante a Cesena, che ha lamentato eccessiva discrezionalità politica nel bando emesso dall'Unione.

Il sindaco non ci gira intorno: “Galdenzi ha rinunciato all'incarico adducendo motivazioni personali che non sta a me approfondire, ma è evidente che un'Unione con un alto tasso di litigiosità tra i Comuni aderenti non sarà certo mai attrattiva per dirigenti di rilievo”. Attualmente in servizio all'Unione dei Comuni ci sono 129 unità di polizia municipale, di cui 29 funzionari. Di questi, ben 109 sono arrivati dal Comune di Forlì e appena 20 dai rimanenti 14 Comuni. 

E' critico Drei: “L'Unione starà assieme se lo vogliono i 15 sindaci. Nella lettera dei critici ci sono anche due sindaci fondatori, che l'Unione l'hanno voluta e sottoscritta e che in essa hanno ruoli apicali, come presidente del Consiglio e vicepresidente dell'Unione. Non si può protestare per le  disfunzionalità, senza farsi carico delle responsabilità”. E dopo averla descritta appunto come la “Tela di Penelope” Drei riconferma il suo sostegno al presidente Giorgio Frassineti, sindaco di Predappio: “Ho massima fiducia in Frassineti, come la maggioranza dei sindaci, non ha molto senso la sua sostituzione dato che non c'è la fila di sindaci a fare, oltre al loro lavoro di sindaco, anche il presidente dell'Unione. Non credo che serva un nuovo presidente”.

Dure le opposizioni. Così Daniele Vergini del M5S: “L'unione non ha garantito alcun risparmio e anzi ha generato un peggioramento dei servizi. La Polizia Municipale è da quasi 10 mesi senza un comandante, col precedente comandante Alfredo Catenaro costretto ad andare in pensione dopo 9 mesi dalla nomina, come avevamo previsto noi. Intanto ai vigili vengono dati compiti meramente amministrativi, togliendo personale delle strade. Ammettiamo almeno che tutto questo non è normale”. Lauro Biondi (Forza Italia) aveva chiesto “i veri motivi del rifiuto di Galdenzi”. All'attacco anche Fabrizio Ragni dello stesso partito, ed infine Daniele Avolio (Lega) ha attaccato il presidente Frassineti “che ha traghettato l'Unione alla paralisi”. 

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