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Il Papa: "Accorpate le diocesi". Diocesi unica di Romagna, perché no?

"Papa Francesco ha esortato i vescovi a lavorare per «ridurre un pò il numero delle diocesi». «Non siamo espressione di una struttura - ha detto Francesco - o di una necessità organizzativa"

Si svolge in questi giorni a Roma, l'annuale Assemblea Generale dei Vescovi italiani che, ieri pomeriggio, si sono ritrovati nella Basilica di San Pietro per recitare, guidati da Papa Francesco, una solenne Professione di Fede. All'inizio della celebrazione, rispondendo brevemente a braccio al saluto del cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, Papa Francesco ha esortato i vescovi  a lavorare per «ridurre un pò il numero delle diocesi». «Non siamo espressione di una struttura - ha detto Francesco - o di una necessità organizzativa: anche con il servizio della nostra autorità siamo chiamati a essere segno della presenza e dell'azione del Signore risorto, a edificare, quindi, la comunità nella carità fraterna».

Guardando, così, alla realtà delle sette diocesi della Romagna che, pur di estensione chilometrica variabile, sono mediamente suddivise in un centinaio di parrocchie ciascuna, rispetto invece a realtà come Bologna, Parma, Piacenza, Reggio Emilia che ne hanno mediamente trecentocinquanta, viene da domandarsi se non sia giunta l'ora, raccogliendo l'auspicio del nuovo Vescovo di Roma di attuare una grande riforma delle circoscrizioni ecclesiastiche e dar vita ad una grande ed unica Diocesi di Romagna. In tempi in cui anche la realtà civile s'interroga sul riordino istituzionale e si è stati ad un passo dalla creazione della Provincia Unica di Romagna, non sarebbe poi così rivoluzionario pensare ad una riforma dell'organizzazione ecclesiale che, in questo caso per esigenze pastorali, riunisse i cattolici romagnoli sotto un solo Vescovo.

.  La necessità, in fondo, si sente: il numero dei presbiteri cala a vista d'occhio, gli ordini religiosi arrancano sempre più ed i conventi chiudono uno dopo l'altro, gli 'asili delle suore'  passano di mano a personale laico, gli accorpamenti di più parrocchie sotto la responsabilità di un solo sacerdote sono ormai moneta corrente dovunque, i seminari diocesani cronicamente vuoti di giovani vocazioni, sono ormai trasformati in tristi ospizi per i preti infermi. Un'unica Diocesi che avrebbe la sua 'sede naturale' a Ravenna ed il suo Patrono Principale in Sant'Apollinare, potrebbe dar vita ad un salutare valzer di parroci, un forte rinnovamento d'incarichi ed un positivo allargamento d'orizzonti, frutto delle molteplici esperienze che verrebbero ad interagire permettendo, fra l'altro, il rompersi di 'schemi consolidati', in quanto, come ricordava ieri sera Francesco: «Non siamo espressione di una struttura o di una necessità organizzativa: anche con il servizio della nostra autorità siamo chiamati a essere segno della presenza e dell'azione del Signore risorto, a edificare, quindi, la comunità nella carità fraterna». I cattolici e non solo loro, sembrano coralmente entusiasti delle sollecitazioni del Papa. Lo saranno anche gli uomini di chiesa romagnoli?

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