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Il Premio Pedriali assegnato al ricercatore Paolo Pintus

Si chiama Paolo Pintus, assegnista di ricerca presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: è questo il nome del vincitore della XXIII edizione del Premio “Ing. Giuseppe Pedriali”

Si chiama Paolo Pintus, assegnista di ricerca presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: è questo il nome del vincitore della XXIII edizione del Premio “Ing. Giuseppe Pedriali”, finanziato dalla Provincia di Forlì-Cesena e dedicato al benefattore che, assieme al suo cospicuo patrimonio lasciato in eredità all’Ente, volle in testamento che la Provincia si facesse promotrice di un concorso nazionale finalizzato a premiare quelle idee che più efficacemente contribuiscono “al progresso delle scienze applicate a migliorare la produzione industriale italiana”.

Da 46 anni la Provincia di Forlì-Cesena conferisce il premio, affidandosi ad una giuria di esperti in cui partecipano esponenti delle principali istituzioni scientifiche d’Italia (Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Accademia nazionale dei Lincei). Mercoledì, nella sala del Consiglio della Provincia di Forlì-Cesena, si è tenuta la cerimonia di conferimento del premio per la XXIII edizione del “Pedriali”. Il presidente della commissione permanente giudicatrice, il professor Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano dal 2003 al 2010, ha ufficialmente consegnato l’attestato a Paolo Pintus, ricercatore trentenne della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, specialista nei campi di ricerca dell’ottica integrata, silicon photonics e metodi numerici per l’elettromagnetismo. All’ing. Pintus è andato anche il premio in denaro collegato al concorso nazionale, un assegno da 8.000 euro destinato al vincitore.

Questa la motivazione della giuria (composta, oltre che dal prof. Ballio, anche da Laura Montanaro per il Politecnico di Torino, Sergio Carrà per l’Accademia nazionale dei Lincei, Lucia Chierchia, per Unindustria Forlì-Cesena e un rappresentante della Provincia di Forlì-Cesena quale ente finanziatore): “Dopo ampia discussione e a seguito di un esame comparato dei lavori presentati, la Commissione propone all’unanimità il conferimento del premio a Paolo Pintus, individuandolo come promotore di un progetto di sicuro valore scientifico che potrà contribuire in modo significativo al miglioramento in alcuni settori della produzione industriale”. Hanno ottenuto una menzione speciale altri due concorrenti: Cristiano Fragassa , ricercatore del Centro di ricerche industriali meccanica avanzata e materiali dell’Università di Bologna, e Francesco Orfei, amministratore di TSP Srl e assegnista di ricerca presso il dipartimento di Fisica dell’Università di Perugia. Le loro proposte sono state illustrate nel corso della cerimonia di premiazione. Relatrice anche il membro di commissione scelto dagli industriali, Lucia Chierchia, ingegnere e ‘open innovation manager’ di Electrolux.
 
Il vincitore: chi è e la sua proposta
La proposta dell’ing. Pintus è intitolata “ Progettazione di dispositivi ottici integrati basati su silicio mediante il metodo degli elementi finiti”. Il campo di applicazione è quello delle telecomunicazioni. Nel corso degli ultimi decenni, l'avvento di Internet e la crescente richiesta di trasmissioni dei dati sempre più veloci (la banda larga) hanno promosso la ricerca industriale nel settore delle telecomunicazioni. La diffusione della banda larga è considerata un fattore di crescita importante per il progresso del Paese, inoltre costituisce un requisito tecnico irrinunciabile per la diffusione di alcuni servizi quali il telelavoro, la telemedicina e l'avvio di molte attività commerciali e scientifiche. Di recente, l' Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha stimato che il ritardo nella diffusione della banda larga in alcune aree del Paese costa all'Italia tra l'1 e l'1,5% del prodotto interno lordo.

La ricerca industriale in questo settore è quindi strategicamente importante. All'interno di questo scenario, l'ottica integrata riveste enorme importanza. Le comunicazioni ottiche permettono di raggiungere velocità di trasmissione dei dati assai elevate. La ricerca di soluzioni integrate, ovvero la fabbricazione di centinaia di dispositivi elettronici ed ottici su un singolo chip in silicio, oltre a permettere di ridurre lo spazio fisicamente occupato dai server e dalle loro connessioni, garantirebbe bassi costi e consumi energetici ridotti. Le soluzioni progettuali presentate nel lavoro presentato al Concorso nazionale ‘Pedriali’ rappresentano un importante contributo al progresso della ricerca scientifica e la loro realizzazione contribuirebbe positivamente al miglioramento della produzione industriale in questo settore.
 
Paolo Pintus è nato nel 1983 a Cagliari. Nel 2007 ha conseguito la laurea specialistica con lode in Ingegneria Elettronica presso l'Università di Cagliari, discutendo la tesi dal titolo “Principi matematici nel design dei cristalli fotonici”. Per l’argomento trattato consegue il premio Meucci-Marconi assegnato a tesi di laurea di particolare rilevanza nell’ambito dell’ICT. Durante il 2007 è stato studente visitatore (Programma Leonardo da Vinci) al Crisanti Lab, presso il dipartimento di scienze biologiche dell'Imperial College of London dove si è occupato di elaborazione dei segnali e riconoscimento di forme per l'individuazione di un vaccino antimalaria. Nel gennaio 2008 è entrato a far parte della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, conseguendo nel gennaio 2012 il dottorato di ricerca in Tecnologie innovative per l'ICT e Robotica.

La sua tesi di dottorato è stata premiata dall'Istituto Nazionale di Alta Matematica (INDAM) e dalla Società Italiana di Matematica Applicata ed Industriale (SIMAI) con il premio nazionale INDAM-SIMAI 2012, assegnato con cadenza biennale alle migliori tesi di dottorato su temi riguardanti la matematica applicata ed industriale. Durante il dottorato è stato ricercatore in visita presso l'Optoelectronic Research Group della University of California Santa Barbara (USA), con il quale attualmente collabora e svolge attività di ricerca sugli isolatori integrati e sui taper ibridi in silicio. Dal 2011 è assegnista di ricerca presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. I suoi interessi di ricerca riguardano l'ottica integrata, la silicon photonics e i metodi numerici per l'elettromagnetismo.
 
Per la XXIII edizione sono giunte 21 domande
Per questa edizione del Premio Pedriali sono pervenute ben 21 domande, in netta crescita rispetto alle 15 della precedente edizione. Sul concorso sostenuto finanziariamente della Provincia interviene il vice-presidente Guglielmo Russo: “Il Pedriali cresce in notorietà ed importanza e rappresenta un presidio nel campo dell’innovazione applicata all’industria. In un contesto in cui questi riconoscimenti, sia sostenuti dal pubblico che dal privato, vengono sempre meno per effetto della crisi economica, il concorso che si svolge a Forlì e aperto a tutte le migliori intelligenze italiane, diventa un’occasione per sempre più giovani, spinti dalla crisi stessa a cercare premi e finanziamenti. Non è da sottovalutare, infine, che la partecipazione al premio risponde al desiderio di bravi e capaci ricercatori di sottomettersi a un giudizio terzo e autorevole, per poi farlo valere nei confronti di possibili finanziatori di cifre più consistenti di quella che la Provincia è in grado di elargire o di potenziali clienti della propria invenzione”.
 
Il concorso Pedriali
Il concorso “Ingegnere Giuseppe Pedriali” è stato istituito nel 1967 e rappresenta un impegno concreto e costante della Provincia di Forlì-Cesena nel campo dello sviluppo economico. A contribuire al prestigio di questo bando biennale vi è senza dubbio la partecipazione delle massime istituzioni nel campo tecnico e scientifico nella giuria: Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Accademia dei Lincei. Importante è, inoltre, la presenza di Confindustria, proprio per la volontà di ancorare il Premio ad una realizzazione concreta in campo industriale di un’idea innovativa. Questo concorso può essere considerato precursore della recente creazione del Tecnopolo di Forlì-Cesena che risponde alla stessa filosofia: perseguire l’innovazione nel campo produttivo mediante il trasferimento nelle realtà economiche della ricerca avanzata.
 
Così, d’altra parte, immaginava il concorso nazionale lo stesso Giuseppe Pedriali, che nel 1932 morì lasciando erede del proprio cospicuo patrimonio l’Amministrazione Provinciale di Forlì, chiedendo, come esplicita volontà testamentaria, di istituire un simile premio. Chi era Giuseppe Pedriali? Nato il 24 maggio 1867 a Cannuzzo di Cervia (RA) da famiglia piccolo borghese, partì nel 1890, appena laureato ingegnere a Torino, per il Belgio, a quel tempo in fase di impetuoso sviluppo industriale. Alternando lo studio al lavoro manuale, conseguì rapidamente una seconda laurea in ingegneria elettronica a Liegi, che gli consentì di trovare occupazione in qualità di ingegnere aggiunto presso l’importante Società Tranviaria di Bruxelles. Dopo soli quattro anni, nel 1897, ne divenne il direttore, accumulando un bagaglio di competenze di primo piano.

Operò anche a Parigi e a Buenos Aires per conto della Compagnia Tranviaria Anglo-Argentina, di cui fu per oltre diciotto anni direttore generale. In tale veste realizzò la Metropolitana di Buenos Aires, la prima nel Sud America. Il conseguimento del successo lo rivelò mecenate e generoso, impegnato nel soccorso ai bisognosi. Dopo aver conseguito i traguardi più ambiti in numerose società sudamericane, ritornò in Italia in età matura, dedicandosi ad attività agricole. Anche in questo campo mostrò la propria moderna versatilità creando in pochi anni, in provincia di Firenze, un’azienda modello, l’“Antella”, dotata di razionali impianti di trasformazione dei prodotti agrari, di assoluta avanguardia per quei tempi. Se la sua vita fu emblema della condizione umana di tanti giovani romagnoli e di tanti altri italiani, le sue volontà testamentarie e il suo concreto operare sono stati la testimonianza della volontà di spezzare il rapporto esistente tra arretratezza economica e arretratezza culturale.

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