Il professor Ricciardi a Forlì per il convegno che celebra la parte "rosa" della lotta contro il cancro

Dalle 10.30 al Refettorio della Chiesa di San Giacomo, si terrà il convegno "Donne in Ricerca. Eccellenze e difficoltà nell’esperienza italiana"

Le celebrazioni per il quarantesimo compleanno dell’Istituto Oncologico Romagnolo, che hanno portato ad eventi di assoluto livello sul territorio lungo tutto l’arco del 2019, si chiudono sabato nella città dov’è nata nel 1979 la storia dell’organizzazione no profit. Dalle 10.30 al Refettorio della Chiesa di San Giacomo, si terrà il convegno "Donne in Ricerca. Eccellenze e difficoltà nell’esperienza italiana", evento ad ingresso gratuito che celebra il lato “rosa” della lotta contro il cancro. Per l’occasione lo Ior ha radunato un parterre di ospiti di assoluto livello.

Si parte con Vincenza Conteduca, ricercatrice del gruppo di patologia Uro-Ginecologico dell’Irst Irccs di Meldola, appena rientrata dall’esperienza a Boston presso il Dana Farber Cancer Institute della Harvard University dopo le internship presso la Cornell University di New York e l’Institute of Cancer Research di Londra. Nata a Barletta ma da anni in Romagna, “Cinzia” è un esempio più unico che raro di giovane eccellenza italiana, avendo conquistato per ben tre volte consecutive il prestigioso Merit Award dalla American Society of Clinical Oncology per i risultati ottenuti dalla sua ricerca sul carcinoma prostatico.

La seconda relatrice sarà la cesenate Roberta Zappasodi. Trentotto anni, dal 2013 la ricercatrice è di stanza a New York, presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center, dove conduce studi sulla nuova frontiera delle terapie oncologiche: l’immunoterapia. Anche in questo caso si tratta di un’eccellenza pluripremiata: la dott.ssa Zappasodi, tra le altre cose, ha ottenuto l’Issnaf Award come una delle migliori ricercatrici italiane del Nord America. Il suo lavoro presso il laboratorio dei professori Jedd Wolchok e Taha Merghoub si concentra sui meccanismi alla base dell’attività degli immune checkpoints, molecole che regolano la risposta immunitaria.

La terza ospite è Luisa Carbognin. Ricercatrice veronese di 34 anni, attualmente lavora al Policlinico Gemelli di Roma presso il Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica diretto dal prof. Giovanni Scambia, oltre a portare a compimento il Dottorato di Ricerca in Infiammazione, Immunità e Cancro presso l’Università di Verona. È proprio nell’ambito degli studi che sta svolgendo sui tumori al seno lobulari, neoplasia di cui ad oggi si conosce ben poco, che le è stato conferito, nel 2018, il Merit Award dalla American Society of Clinical Oncology, per il valore dei risultati che sta ottenendo.

Tre giovane donne con ambiti di studio molto diversi dunque, ma unite dall’eccellenza con cui stanno conducendo i loro studi per rendere più vicino il futuro dell’oncologia. E a proposito d’eccellenza, ad affiancarle sul palco saranno due uomini che rappresentano, per spessore e valore, delle autentiche eminenze della lotta contro il cancro. Il primo è il prof. Walter Ricciardi, appena nominato a capo della Mission Board on Cancer della Commissione Europea: un’istituzione con una capacità di investimento nella ricerca oncologica di 20 miliardi di euro.

Già commissario e poi presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, colui che ha preso il posto del Nobel per la Medicina 2008 Harald zur Hausen spiegherà quali saranno i futuri ambiti di sviluppo della lotta contro i tumori. Il secondo uomo a salire sul palco sarà ovviamente il professor Dino Amadori, presidente Ior e Direttore Scientifico Emerito Irst Irccs, che con il suo intervento approfondirà la figura della dott.ssa Rosalind Franklin, i cui studi sul Dna si sono rivelati fondamentali per svelare il mistero della vita sebbene dei risultati delle sue ricerche si siano avvalsi professionisti uomini che hanno poi ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui appunto il Nobel.

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Chiunque parteciperà all’evento avrà infine la possibilità di ammirare da vicino un’opera d’assoluto valore artistico: “Gli Amori degli Angeli” di Domenico Morelli, olio su tela del 1892 di uno dei maggiori protagonisti della cultura figurativa dell’Ottocento italiano. Un dipinto scelto anche per celebrare il motore pulsante dell’Istituto Oncologico Romagnolo: quei volontari che si adoperano in maniera totalmente altruistica e gratuita per chi soffre. Perché, come sosteneva Wim Wenders, "gli angeli dei nostri tempi sono tutti coloro che si interessano agli altri prima che a sé stessi". L’opera sarà visitabile per tutti gli amanti d’arte fino al 6 gennaio 2020. Per maggiori informazioni sull’evento, chiamare il numero 0543.35929.

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