Il Rettore apre in diretta social l'anno accademico: "In un periodo difficile gli studenti resistono"

In diretta social l'incitamento del Rettore Francesco Ubertini che ha rivolto un messaggio all’intera comunità accademica

In attesa di poter festeggiare l'apertura del nuovo anno accademico con una cerimonia in presenza, il Rettore Francesco Ubertini ha rivolto un saluto e un ringraziamento a tutta la comunità dell'Alma Mater. Si è mercoledì mattina, alle 11, nella pagina Facebook e Youtube dell'Università di Bologna, la diretta social in cui il Rettore Francesco Ubertini ha rivolto un messaggio all’intera comunità accademica.

"Care studentesse, cari studenti, care colleghe e colleghi,   il calendario di Ateneo prevedeva da mesi che oggi si realizzasse la cerimonia di inaugurazione  dell’a.a. 2020-2021, l’ultimo del mio mandato.   Questa cerimonia si terrà appena possibile, appena riusciremo a riprendere la vita dell’Ateneo nelle  forme consuete. Aspettiamo tutti con apprensione quel momento, tutti desideriamo riprendere  dimestichezza con le abitudini che caratterizzano la docenza, la ricerca, il lavoro tecnico  amministrativo.   Ho però ritenuto importante mantenere fede a questa data e rivolgere a tutte e a tutti un saluto che  avesse il valore simbolico dell’inaugurazione che ora non possiamo realizzare.  Mi spinge a questo saluto il bisogno profondo di condividere con voi alcune considerazioni. Ma  prima di tutto voglio manifestare il mio ringraziamento sincero, sentito e assolutamente necessario  per come tutte e tutti voi, con ruoli diversi ma indispensabili, siete riusciti a partecipare alla vita  dell’Ateneo in un periodo ormai così lungo, dalla primavera scorsa al piccolo spiraglio di inizio  autunno fino all’emergenza di questi ultimi due mesi. Un periodo lungo, difficile, complesso. Un  periodo che ha creato condizioni di emergenza senza requie, dentro le istituzioni e in tutto il Paese. Abbiamo resistito, abbiamo reagito, abbiamo garantito il nostro impegno, con grande intensità e  professionalità".  

"E siete soprattutto voi, voi che studiate, voi che insegnate, voi che fate ricerca, voi che lavorate  nell’amministrazione ad aver consentito questo. Siete voi che meritate un “grazie”!  Se questa grande comunità si riconosce ancora in alcuni solidi principi e non ha perso la voglia di  continuare lo dobbiamo all’impegno che avete profuso e che continuate a profondere ogni giorno.   Voglio rivolgermi innanzitutto alle studentesse e agli studenti. A coloro che costituiscono il cuore  vero dell’Alma Mater. Avete continuato a seguire le lezioni, a studiare, a dare esami, a laurearvi. Il numero degli immatricolati quest’anno è aumentato ben oltre le più ottimistiche previsioni. Ad  oggi la crescita è circa del 9%, crescono gli studenti da fuori regione e gli studenti internazionali. Tutto questo è motivo di orgoglio. Ma non possiamo nascondere tutte le difficoltà che avete dovuto  affrontare e che ancora state affrontando. L’Ateneo ha ribadito e ribadisce la sua posizione a difesa  della didattica in presenza, del rapporto in aula, in laboratorio, in biblioteca, nelle nostre strutture.  Abbiamo bisogno di incontrarci. Ne abbiamo tutti bisogno! Di incontrarci, di stare vicini, di  scambiare idee e dialogare. Le aule di lezione sono i luoghi da cui passa la vita dell’Ateneo, i luoghi  dove si forma un nuovo sapere, dove nascono le idee, dove si verifica quanto sta al fondamento del  nostro statuto". 

"Resistete ragazze, resistete ragazzi! Impegnativi ancora di più adesso che la situazione lo richiede.  Impegnatevi come studiosi, e impegnatevi come cittadini nel rispetto di regole che servono a tutti,  che passano attraverso la vostra età giovane ma arrivano fino ai vostri genitori, alle vostre famiglie,  ai vostri parenti. Rendetevi conto che l’esperienza che state vivendo segna la vostra vita di  studentesse e studenti, che di questa esperienza voi sarete i testimoni, porterete con voi la memoria  di questi mesi. E questa memoria non deve contenere in sé solo il segno negativo della mancanza.  Ciò che oggi ci manca dobbiamo risarcirlo con la voglia di andare avanti, di non limitarci a un  rimedio facile. Oggi dobbiamo esigere di più da noi stessi perché sono le difficoltà a richiedercelo.  Pretendete di più da voi stessi, pretendete di più dai vostri professori, pretendete di più da chi  governa l’Ateneo. Parlateci di come immaginate soluzioni nuove per il presente e per il futuro. Noi  tutti siamo qui per ascoltarvi. I vostri docenti hanno l’obbligo di ascoltarvi e di prendere atto di tutto  quanto potete richiedere per continuare".  

"E mi rivolgo proprio ai professori, alle professoresse, alle colleghe e ai colleghi del corpo docenti. Conosco bene anche le vostre difficoltà, dal momento che con molti di voi il dialogo è quotidiano.  Non voglio cadere in facili dualismi e parlare a favore o contro la didattica a distanza. Non credo sia  utile per nessuno farsi prendere da questo gioco mediatico nel quale si sta incartando tutto il paese. Ormai conosciamo i pro e i contro. Dobbiamo però ancora lavorare molto, rimettere in discussione  molte certezze e molte abitudini consolidate. Dobbiamo guardare avanti, e capire se l’esperienza di  questi mesi potrà essere messa a frutto, in che modo, secondo quali idee nuove. Anche a voi chiedo  di non trascurare il dialogo con le studentesse e gli studenti, proprio adesso che avviene a distanza, proprio parchè avviene a distanza. Ascoltateli, condividete con loro le scelte e le decisioni. Se siamo  un grande Ateneo è perché siamo un luogo di inclusione, di ascolto, di scambio. Siamo così da  secoli, dalle nostre origini. Ognuno di noi sa che far parte di questo Ateneo significa possedere un  valore aggiunto che entra nel nostro lavoro proprio perché abbiamo questa lunghissima memoria, la  conserviamo e la facciamo fruttificare".  

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