Il rinato Campostrino ha la sua vocazione: dedicato all'attività motoria e ricreativa degli studenti

L'idea di base, illustra il progetto Melandri, è che l'ateneo non si deve solo occupare della formazione degli studenti, ma farlo anche nella promozione del benessere dello studente

Sarà uno spazio polifunzionale, dedicato soprattutto all'attività motoria e al benessere degli studenti universitari, l'ex palestra del Campostrino. Una struttura che, data la vicinanza al campus universitario, diventerà a tutti gli effetti parte di esso e la sua area verde un punto d'incontro tra città e l'ateneo. Tecnicamente l'edificio appena restaurato ed ora accessibile al pubblico, la sede storica dell'atletica in città, verrà affidato al Cusb, il Comitato sportivo universitario dell'Alma Mater. Trattandosi di un'articolazione di un'istituzione pubblica non serviranno bandi e gare per l'affidamento. 

A definire in modo conclusivo l'utilizzo della struttura è stata una riunione che si è tenuta venerdì mattina tra il sindaco Gian Luca Zattini, l'assessore all'Università Valerio Melandri e il prorettore all'edilizia Riccardo Gulli. Scartata l'ipotesi di farci un'aula di lezione, dato che il campus con il suo teaching hub è in grado di garantire lezioni frontali, distanziamento e attività accademiche anche agli aggiuntivi 95 studenti di medicina che arriveranno quest'anno. “Se sarà necessario ci sono anche gli ambienti che il Comune sta recuperando, con due aule di diversa dimensione, negli spazi della Fondazione Garzanti, nel retro dell'hotel della Città”, assicura Melandri.

Con il Campostrino, il campus di Forlì si dota – spiega l'assessore - “come i college americani di un centro sportivo e ricreativo di alto livello che ancora mancava”. Non sarà una palestra, ma un centro polifunzionale dato che sia le sedute che le attrezzature sportive sono rimovibili e quindi gli spazi si possono adattare a diversi usi. “Non si immagini una palestra – spiega sempre l'assessore -, ci saranno 8 macchinari Technogym molto avanzati per la ginnastica dolce, che all'occorrenza si possono mettere da una parte e utilizzare gli spazi per un incontro serale, sia dell'università che delle associazioni della città”. 

L'idea di base, illustra il progetto Melandri, è che l'ateneo non si deve solo occupare della formazione degli studenti, ma farlo anche nella promozione del benessere dello studente. Una ripresa, in chiave moderna, dell'antico adagio 'Mens sana in corpore sano'. La struttura sarà riservata ai 6.042 studenti universitari che studiano in città. Destinata alla loro ricreazione anche l'area verde antistante e la struttura circolare esterna. “Che non sarà un bar”,  precisa l'assessore. Se, infatti, avesse una destinazione aperta al pubblico l'assegnazione dovrebbe avvenire tramite bando e il Cusb non ha tra i suoi fini fare ristorazione al pubblico. “All'interno è ancora grezzo, è uno spazio che potrà essere dedicato a degustazioni o distribuzione di cibo biologico, sempre nell'ottica di un'alimentazione come componente del benessere”, spiega Melandri, aggiungendo che non svolgerà attività per la comunità universitaria. 

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