Il vescovo Corazza prega per le vittime del coronavirus: "Vicini alle famiglie"

"Molte famiglie non hanno potuto dare una carezza o un saluto ai loro cari in ospedale, non hanno potuto stringersi intorno ai loro defunti nella celebrazione delle esequie"

Venerdì i vescovi italiani si sono recati da soli a un cimitero della propria Diocesi per un momento di raccoglimento, veglia di preghiera e benedizione. L’intenzione è quella di affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore. Il vescovo di Forlì-Bertinoro, Livio Corazza, ha pregato in mattinata nella chiesa del Suffragio, accolto dal rettore don Paolo Giuliani.

"In comunione con tutti i vescovi delle chiese che sono in Italia - ha detto Corazza, introducendo la preghiera alla quale era presente anche il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini - ci troviamo qui nella chiesa del Suffragio voluta dai forlivesi per i defunti, in particolare per le vittime di tutte le guerre, per pregare per i defunti della nostra terra forlivese di queste ultime settimane e per i loro famigliari. Esprimiamo la nostra sincera e profonda solidarietà con quanti sono feriti negli affetti più cari per la morte di tanti fratelli a causa della pandemia di coronavirus. Molte famiglie non hanno potuto dare una carezza o un saluto ai loro cari in ospedale, non hanno potuto stringersi intorno ai loro defunti nella celebrazione delle esequie. Davanti a tanto dolore, la nostra preghiera è un atto di fede nella comunione di vita che neanche la morte può spezzare. Per quanto sconvolti e disorientati, noi crediamo fermamente nel Signore Gesù Cristo, che ha detto: “Chi crede in me non morirà in eterno”. Questa è la fede e la speranza che ognuno di noi porta nel cuore e che vogliamo alimentare con la preghiera".

La preghiera si è conclusa con l'invocazione alla Patrona di Forlì: "O Maria, Madonna del Fuoco tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza. Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede. Tu, Salvezza del popolo forlivese, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova. Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione. Amen".

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