Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Il vescovo Livio Corazza si rivolge ai fedeli forlivesi: “Gesù fa rinascere la vita, rinascono tutti a Pasqua”

Prendendo spunto dal vangelo di Giovanni, il celebrante fa il parallelo con la nostra quotidianità: “Nel nostro cuore ci aspettavamo qualcosa di più da Dio, che ci liberasse presto da questa pandemia"

“Gesù fa nascere la vita nelle nostre vite, rinascono tutti a Pasqua”. Il vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza, che sabato sera ha presieduto il rito della veglia pasquale nel Duomo di Forlì, domenica mattina ha presieduto la messa di Resurrezione nella Cattedrale di Bertinoro, trasmessa in diretta su Teleromagna. “Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio”. Nell’omelia, prendendo spunto dal vangelo di Giovanni, il celebrante fa il parallelo con la nostra quotidianità tuttora dominata dalla pandemia. “Maria non aveva dormito quella notte: il suo maestro e amico Gesù era morto crocifisso ad una croce”. Come raccontato nel Vangelo, anche per noi è ancora buio dentro la nostra coscienza. Non ne possiamo più di questo buio che non finisce mai. Siamo venuti a celebrare la Pasqua, ma sembra quasi di assistere ad un funerale. Anche per noi Dio sembra più morto che vivo. Nel nostro cuore ci aspettavamo qualcosa di più da Dio, che ci liberasse presto da questa pandemia. “Maria subito corre a cercare Pietro e gli apostoli. E gli apostoli corrono a cercare Cristo. Ma lui non c’è, non c’è nel sepolcro, nei sepolcri ci sono solo cadaveri, Lui è vivo”.

“Se noi siamo qui – continua mons. Corazza - se voi col cuore siete qui, se una luce si è accesa dentro di noi, è perché lui è venuto a cercarci. Perché lui è vivo”. Non occorre andare alla tomba di Gerusalemme a portare un fiore, per dimostrare che il nostro amore è vivo: “Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello, il Signore della vita era morto, ma ora, vivo trionfa. Aiutaci Signore, non lasciarci nella tristezza e nella disperazione. Aiutaci a vivere Signore, a credere nella vita”. Non è facile, non riusciamo: “Siamo come Pietro che avvisa i suoi che lui sarebbe tornato a pescare. Eppure Gesù era lì accanto a loro, perché lui è vivo”. Il Signore era vivo: i due di Emmaus, Maria di Magdala, sua mamma, Maria di Nazaret, alla fine lo hanno incontrato. “Chi ha visto non può che darne testimonianza”. Beati loro, ma noi? “Facciamo fatica a vederti, sei di un’altra epoca, non sei neanche su facebook! Non hai i milioni di follower, come tanti influencer. Al massimo hai ispirato altri uomini del passato, come un certo Dante che circa 700 anni fa è venuto da queste parti”. Ma noi non ti abbiamo incontrato, Signore. Tu sei uno del passato. Ma se noi siamo qui e crediamo nel Signore, è perché abbiamo visto i segni della sua presenza. “Io sono vivo – dice il Signore - perché ho dato la mia vita anche per quelli che mi avevano crocifisso. E sono vivo in ognuno di voi che ama con generosità e gratuità, sono vivo nelle tante persone che in questo momento continuano ad amare i fratelli e le sorelle che hanno bisogno”. Ecco il valore della Pasqua: “Ritrovare la via di una gioiosa testimonianza, come quella descritta negli Atti degli Apostoli. Non prediche, ma il racconto di una fede incarnata, di un incontro che si fa sequela. Per me, per ciascuno di noi”.

Piero Ghetti

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