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Martedì, 25 Giugno 2024
Diocesi

Il vescovo Livio stringe la mano al Papa: emozioni per quasi 500 forlivesi in Piazza San Pietro

Conclusa la veglia, il gruppo dei forlivesi si è diviso: 150 persone hanno ripreso il pullman per rientrare a Forlì, mentre gli altri rimarranno a Roma

Almeno 500 ragazzi della Diocesi di Forlì-Bertinoro, accompagnati dal vescovo mons. Livio Corazza e dal responsabile per la pastorale giovanile don Andrea Carubia, hanno preso parte, lunedì in piazza San Pietro a Roma, al pellegrinaggio “Seguimi”, indetto da Papa Francesco per tutti gli adolescenti dai 12 ai 17 anni. “Il segno grafico - spiegano gli organizzatori, simboleggia la ricerca, richiama la sequela, cioè una ricerca del senso della propria esistenza”.

“Quando abbiamo cominciato ad organizzare questo incontro – dichiara raggiante don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale della Cei per la pastorale giovanile - ci sembrava già folle la cifra di 20mila”. Alla fine i ragazzi presenti sono risultati 80mila. Il gruppo forlivese, oltre che dagli adolescenti, fra cui quindici ucraini, era composto anche da un centinaio di adulti tra responsabili dei gruppi, educatori e genitori. "Siamo un corpo solo - ha precisato monsignor Corazza alla vigilia della partenza, nel corso dell’incontro preparatorio tenutosi il 10 aprile scorso a Pieveacquedotto - vogliamo stare insieme tra noi e con quelli che troveremo in piazza San Pietro. E’ la sfida per tutti, ragazzi e adulti, vivere insieme nella pace, nella giustizia, nell’aiuto e nella solidarietà. La Chiesa e il mondo hanno bisogno di voi, del vostro entusiasmo e della vostra capacità di essere semplici e innocenti. La cattiveria deve essere fermata e anche se non possiamo risolvere i grandi problemi possiamo cominciare a costruire un mondo nuovo cominciando da noi stessi. Ora andremo insieme dal Papa, ma dobbiamo decidere, scegliere se rimanere con Gesù come amico. Chiediamo al Signore che questa bella avventura che ci coinvolge in tanti ci aiuti ad essere segno di speranza e portare nelle nostre case la gioia che vivremo a Roma".

Iniziata alle 18, la veglia di preghiera in Piazza San Pietro è stata preceduta alle 16 da un momento di festa, con l’intervento di alcuni giovani che hanno raccontato l’esperienza dell’oratorio. L’incontro ha avuto il suo momento clou nel dialogo tra gli adolescenti e il Santo Padre, seguito dalla veglia con l’ascolto e la meditazione del capitolo 21 del Vangelo di Giovanni, in cui si racconta della pesca miracolosa. Alcuni giovani hanno condiviso pubblicamente quanto questo brano del Vangelo dice alla propria vita. "Questa piazza - ha esordito il Papa - attendeva da tempo di riempirsi della vostra presenza, dei vostri volti e del vostro entusiasmo. Oggi ha fatto come accade a noi dopo un lungo digiuno, aveva fame e si è riempita di più”. Ha ricordato il 27 marzo di due anni fa, quando, nel pieno della prima ondata della pandemia, si era trovato da solo a pregare in quella piazza illuminata dalle candele, e così vuota.

"Buttatevi nella vita - ha incalzato il pontefice - cercate qualcuno che vi accompagni, ma non abbiate paura. Temete piuttosto la morte dell’anima. La vita è bella, è fatta per essere condivisa con altri, per essere donata. È importante che voi sappiate guardare avanti, pensare al futuro". Poi ha ricordato il dramma del conflitto in Ucraina: “Ora l’Europa vive una guerra tremenda, mentre continuano in tante regioni della Terra ingiustizia e violenze che distruggono l’uomo e il pianeta. Spesso sono proprio i vostri coetanei a pagare il prezzo più alto, i loro sogni per il futuro sono calpestati”.

“Il Papa – commenta a caldo il vescovo Corazza - era stanchissimo e dolorante, ma è parso tenace. Ha percorso tutta Piazza San Pietro per salutare i ragazzi, protagonisti di una giornata di luce e speranza. È stata una pagina consolante e promettente fra tanti segnali di tristezza e di paura. Una bella giornata anche per la società: i ragazzi hanno molte cose da dire agli adulti, ne hanno diritto dopo quello che hanno patito in questi mesi”. Papa Francesco ha concluso la veglia con uno speciale appello a Maria, “che aveva più o meno la vostra età quando ha accolto l’invito ad essere madre di Gesù”. Conclusa la veglia, il gruppo dei forlivesi si è diviso: 150 persone hanno ripreso il pullman per rientrare a Forlì, mentre gli altri rimarranno a Roma per visitare, martedì, le Catacombe di Priscilla e tornare nuovamente a San Pietro dove, sulla tomba dell’Apostolo, faranno la professione di fede.

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