Il viaggio di Ulisse bloccato dal lockdown riparte: la grande mostra prorogata di oltre 4 mesi

La mostra dedicata all’eroe omerico, figura mitologica che condensa in sé i destini umani, si prepara, da martedì 19 maggio, ad aprire nuovamente, dopo il lockdown che ha interdetto al pubblico anche i luoghi della cultura e dell’arte

Riprende il viaggio di Ulisse, anch'esso bloccato dal lockdown.  La mostra dedicata all’eroe omerico, figura mitologica che condensa in sé i destini umani, si prepara, da martedì 19 maggio, ad aprire nuovamente le porte ai visitatori, dopo il lockdown che ha interdetto al pubblico anche i luoghi della cultura e dell’arte, e verrà eccezionalmente prorogata sino al prossimo 31 ottobre. Assieme alla mostra riaprono anche i Musei della città.

La riapertura dell’esposizione “Ulisse. L’arte e il mito”, ospitata presso i Musei San Domenico, a cura della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, è il miglior segnale della ripresa della vita della città. Un simbolo di speranza e di fiducia. Ripartire con la cultura significa ripartire dalla nostra identità profonda, dai tesori della nostra civiltà e dalla volontà di futuro della nostra società. Non è mancata, in questi mesi, la possibilità di ripercorrere “virtualmente” l’itinerario della mostra, di conoscerne e approfondirne i contenuti, grazie alle innumerevoli iniziative digitali realizzate e promosse direttamente dalla Fondazione e grazie all’intensa partecipazione del pubblico registrata sui Social Media.

Commenta il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini. "Non volevamo mancare all'appuntamento della riapertura dei musei e delle mostre, così come consentito dagli ultimi protocolli di indirizzo di carattere nazionale e ci siamo riusciti grazie ad un lavoro collegiale tra l'Assessorato alla Cultura, l'Assessorato ai Lavori Pubblici, i servizi e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che ringrazio di cuore per lo sforzo messo in atto nelle ultime settimane". "Siamo lieti che, nel rispetto delle indicazioni ministeriali e regionali sulla riapertura in sicurezza delle sedi museali, la mostra "Ulisse" possa tornare finalmente a stupire ed appassionare il pubblico che non ha ancora potuto vederla - aggiunge il Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza – “La mostra che abbiamo allestito quest'anno presso i Musei San Domenico è davvero unica sia per la qualità delle opere esposte che per la loro intatta modernità. Sono opere che ci parlano del senso di ricerca che è insito nell'uomo e del suo innato desiderio di andare al di là dei propri limiti materiali. Temi questi di strettissima attualità che rendono ancora più importante e significativa la riapertura della mostra al pubblico. Per parte nostra possiamo assicurare che abbiamo fatto tutto il possibile perché il pubblico possa fruirne in assoluta sicurezza e serenità, lasciandosi trasportare insieme ad Ulisse nel viaggio attraverso la storia dell'arte tracciato dai curatori della mostra".

"In funzione delle linee guida che aspettavamo e che consentono la riapertura di musei e mostre, abbiamo effettuato ripetuti sopralluoghi e, con il Direttore della Mostra della Fondazione Gianfranco Brunelli, messo in essere tutte le misure sanitarie e di sicurezza così come previsto dalle normative,  che prevedono il distanziamento tra i singoli visitatori, entrate dilazionate e sanificazione degli spazi comuni fruibili da parte del pubblico, oltre all’adozione dei necessari dispositivi di protezione personale. È stato uno sforzo, questo, straordinario e importante” - ha proseguito l'Assessore con delega alla cultura Valerio Melandri -" perchè riaprire al pubblico in questa situazione sanitaria significa riorganizzare un intero sistema di accesso al pubblico e di gestione dello stesso nelle sale in massima sicurezza.”

La mostra 

Dal 19 maggio prossimo, quindi, sarà possibile accedere alla mostra "Ulisse. L’arte e il mito" e ai Musei della città nel rispetto delle misure sanitarie e di sicurezza previste dalle normative del Governo e delle indicazioni fornite dal Comitato tecnico scientifico presso il Dipartimento della Protezione Civile (verbale n.66), che prevedono il distanziamento tra i singoli visitatori, entrate dilazionate e sanificazione degli spazi comuni fruibili da parte del pubblico, oltre all’adozione dei necessari dispositivi di protezione personale.  La mostra sarà visitabile negli orari già previsti preferibilmente tramite la prenotazione dei biglietti ai consueti contatti (tel. 199.15.11.34 – mostraforli@civita.it) o l’acquisto on line tramite il circuito TicketOne (www.ticketone.it).

Attualmente, le sale del San Domenico ospitano oltre 200 opere tra le più significative, dall’antico al Novecento, suddivise in 16 sezioni, ad esplorare il mito di Ulisse nell’arte, in un percorso museale che ricomprende pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi e opere grafiche e che si snoda attraverso i più grandi nomi di ogni epoca. Riprende, dunque, il viaggio nell’arte alla scoperta dei capolavori che dall’VIII secolo a.C. ai giorni nostri hanno scandagliato il mito dell’eroe “multiforme” e ne hanno raccontato la storia. Le storie. 

A partire dall’Ulisse di Sperlonga, opera in marmo risalente al I sec d.C., immagine simbolo della grande mostra, e dalla Afrodite Callipige dell’antichità. Nella suggestiva cornice del San Giacomo sarà possibile ammirare il Concilio degli dei di Rubens, e via via la Penelope del Beccafumi, la Circe invidiosa di Waterhouse in arrivo dall’Australia, fino a Le muse inquietanti di De Chirico, all’Ulisse di Arturo Martini e al cavallo statuario di Mimmo Paladino.   Si rammentano le collaborazioni con i più importanti Musei nazionali e internazionali, tra i quali il Musée d'Orsay di Parigi, la Royal Academy di Londra, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’Università di Ginevra, per citarne alcuni.

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Ad aprire il viaggio è la nave greca arcaica di Gela, tra le più antiche del mondo, di cui è presente l’ossatura portante, databile tra il VI e il V secolo a.C., rinvenuta nel 1988 nel mare di Contrada Bulala, al largo di Gela, a cinque metri di profondità. Le parti recuperate raggiungono una lunghezza massima di 17 metri e una larghezza massima di 4,30. Uno dei più emblematici ritrovamenti subacquei del patrimonio archeologico del Mediterraneo Antico che ci consente di conoscere non solo le caratteristiche dell’imbarcazione, ma la storia stessa della navigazione e le tecniche di costruzione navale impiegate dalle maestranze greche. La possibilità di questo evento eccezionale si deve alla generosa collaborazione con la Regione Siciliana.

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