Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Il videomapping incanta e racconta la storia della città, Melandri: "Si può fare cultura anche con linguaggi diversi"

"Si puo' raccontare la cultura anche con un videomapping e magari solleticare, chi lo guarda la voglia di approfondire e di capire di piu la storia di Forlì", è la riflessione

Tutte le sere, a partire dalle 17 e fino al 6 gennaio, l'imponente facciata del Municipio di Forlì attira le attenzioni su di se, dipingendosi con un racconto dell'arte e della storia della città attraverso i secoli. Un teatro urbano in cui si portano fuori dai musei le opere d'arte. Questa tecnologia applicata all'arte si mette nel solco della grande tradizione italiana del Rinascimento e del Barocco, dalla prospettiva alle grandi scenografie. In tutto, partendo dal Duecento, ben otto secoli di storia in pochi minuti, passando dal 'Sanguinoso Mucchio' citato da Dante, fino al '900”. "L’esempio del videomapping realizzato con i contenuti della storia di Forlì, che vede migliaia di persona raccolte a guardarne lo spettacolo nel Palazzo Comunale è la dimostrazione che si può fare cultura anche con linguaggi diversi", afferma l'assessore alla Cultura, Valerio Melandri.

"L’estraneità di gran parte della popolazione alla “cultura” è solo l’ultimo anello della lunga opera di separazione fra cultura «alta» e cultura «popolare», una separazione deliberatamente perseguita nell’Ottocento e nel primo Novecento, e concretizzatasi nella creazione di istituzioni culturali proprie alle classi dominanti - esordisce nella riflessione -. Pensiamo, per esempio, a come è stato “ridotto” Shakespeare. Lawrence Levine ha spiegato che: “Shakespeare era un intrattenimento popolare nel XIX secolo e svolgeva il ruolo che i film avrebbero svolto nella prima metà del XX: era un’istituzione caleidoscopica e democratica, che offriva un menù estremamente vario a tutte le classi e i gruppi socioeconomici»".

"Il pubblico di Shakespeare comprendeva «vecchi e giovani, ricchi e poveri, padroni e servitori, papisti e puritani, uomini di chiesa e statisti - prosegue -. Il pubblico fischiava, applaudiva, partecipava. Solo a fine Ottocento la strategia di imporre una contemplazione totalmente passiva si impose, segmentando i pubblici e trasformando un divertimento comune a tutte le classi sociali in una pratica culturale delle sole «persone colte». Per fortuna, oggi sono tornate di moda molte forme di fruizione culturale simili. Si puo' raccontare la cultura anche con un videomapping e magari solleticare, chi lo guarda la voglia di approfondire e di capire di piu la storia di Forlì, e la bellezza delle opere conservate nei bei Musei e nella Citta di Forlì", conclude.

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