menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il volontariato forlivese piange la morte di Silvana Vignali

Commozione e cordoglio anche a Forlì per la morte di Silvana Vignali, la volontaria toscana impegnata in Albania nell'ambito del "Progetto Speranza" per la cura e il recupero di persone disabili

Commozione e cordoglio anche a Forlì per la morte di Silvana Vignali, la volontaria toscana impegnata in Albania nell’ambito del “Progetto Speranza” per la cura e il recupero di persone disabili, grazie all’apporto determinante dell’onlus “Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo” e di numerose Caritas parrocchiali forlivesi. La Vignali è spirata questa mattina all’ospedale di Grosseto, dove era ricoverata da tempo. Nata nel 1936 a Campagnatico di Grosseto, era approdata a Scutari nel 1994 come coordinatrice di un campo estivo promosso da ambienti gesuiti.

Nel capoluogo nord albanese, ancora alle prese con le distruzioni morali e materiali inferte da 40 anni di stalinismo del dittatore Enver Oxa, la volontaria incontra il sacerdote fiorentino don Carlo Zaccaro, intento sin dal 1992 ad alleviare il più possibile le terribili condizioni di vita di un centinaio di orfani in gran parte celebrolesi, scoperti quasi per caso all’interno di un istituto posto nel cuore della città. Alcuni di quei giovani costituiranno il primo nucleo di case famiglia della stessa Vignali, fondato nell’ottobre di quell’anno. Per dare un futuro a queste creature (oggi sono 60), la volontaria ha avviato due laboratori artigianali, un centro diurno e un campeggio estivo a Velipojë, al confine con il Montenegro. Il “Progetto Speranza” coinvolge anche 50 operatori locali fra assistenti, autisti ed infermieri, che vivono con le proprie famiglie del lavoro svolto presso le case famiglia, il laboratorio d’icone e l’assistenza domiciliare, sino a considerare un giro di adozioni a distanza con l’Italia coinvolgente almeno 60 disabili. Il tutto per un costo gestionale mensile di alcune migliaia di euro.

L’ultima visita di Silvana agli amici del Comitato forlivese, che l’ha sempre sostenuta con l’invio di mezzi, risorse umane e denaro, realizzando persino una delle 7 case famiglia, risale a pochi mesi fa. In quell’occasione, Silvana lamentò apertamente le difficoltà a continuare nella sua azione: da quando lo Stato albanese ha delegato ai comuni le funzioni in materia di assistenza sociale, di fatto è venuto meno il sostegno pubblico alle strutture che nel paese delle Aquile accolgono persone disabili. Donna di grande tempra e fede, Silvana ha sempre operato sulle ali del motto “L’amore può trasformare tutto”. Appena giunta in Albania, nonostante un clima sociale a dir poco disgregato, la volontaria supera di slancio la pietà e mette in moto la macchina della carità: occorreva dare un futuro diverso ad esseri umani ridotti alla stregua di quelli che un’altra grande missionaria laica, Annnalena Tonelli, definiva “brandelli di umanità ferita”. I primi passi del “Progetto Speranza” sono datati 24 ottobre 1994: in neanche 17 anni si è arrivati all’eloquente bilancio odierno di 60 disabili accolti.


Per non parlare del miracolo etico-sociale avviato con la sua azione: sono in molti in Albania ad indicare apertamente la Vignali e don Carlo Zaccaro come artefici di un vero e proprio cambio di mentalità. Grazie a loro, il paese delle Aquile ha preso coscienza della pari dignità dei portatori di handicap rispetto ai sani. Le esequie solenni di Silvana Vignali si terranno giovedì 16 febbraio, alle 15.30, nella chiesa di San Giovanni Battista a Campagnatico (Gr).

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento