In pellegrinaggio da Dovadola ad Assisi, la vacanza "ecologica" ed alternativa dei 5 amici

In 12 giorni il gruppo di forlivesi ha percorso 300 chilometri (con una media di 20/30 chilometri al giorno) per arrivare, da Dovadola, ad Assisi

Contagiati dalla volontà e dall'originalità degli amici Andrea Ravaglia e Filippo Spagnoli (che da due anni fanno vacanze in bicicletta - nel 2019 la Cervia-Rovigno, quest'anno Lido di Classe - Gallipoli) anche Francesco Rufolo, 20 anni, insieme a quattro amici ha optato, causa Covid, per una vacanza veramente alternativa.

Francesco, addirittura, si è spinto oltre: non ha pensato proprio di sfruttare la potenza delle due ruote ma si è affidato completamente alla resistenza delle sue gambe. In 12 giorni il gruppo di forlivesi ha percorso 300 chilometri (con una media di 20/30 chilometri al giorno) per arrivare, da Dovadola, ad Assisi. Un vero pellegrinaggio sull'appennino tosco-romagnolo alla scoperta di paesini e gente ancora autentica. "E' nato come una vacanza ecologica - spiega Francesco - ma, poi, giorno per giorno, ha assunto caratteristiche culturali importanti. Corniolo, Biforco, Portico di Romagna sono solo alcuni dei paesi di campagna visitati, che ci hanno colpito per la loro inaspettata vita, solitudine, e poca attenzione da parte dei comuni verso cittadine destinate piano piano a scomparire". I cinque amici forlivesi (oltre a Francesco Rufolo anche 4 suoi ex compagni del liceo scientifico: Niccolò Zamarian, Francesco Rossi, Simone Torelli e Lorenzo Canali) quest'estate dovevano andare a Corfù, ma a causa del Covid, hanno dirottato la loro vacanza in Italia. "Nessuno di noi era preparato per un'esperienza simile, soprattutto dal punto di vista mentale - spiega Francesco - è abbastanza dura. Abbiamo affrontato tutto insieme e questo ci ha legato moltissimo". Dormivano in rifugi, locande od oratori delle chiese.

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"Siamo stati ospitati anche dalle suore - continua Francesco - all'inizio le tratte erano in montagna e camminavamo meno chilometri. Poi in Umbria era più pianeggiante e siamo arrivati a fare anche 35 chilometri. Abbiamo visto serpenti, vipere, cinghiali. Io sono molto stupito quando sento che questo cammino lo fanno anche i frati da soli a 60 anni. E' abbastanza pesante e soprattutto è meglio essere in compagnia per chiedere aiuto se serve. Siamo stati senza mangiare e senz'acqua perché in certi tratti, oltre a non esserci proprio nulla, non c'erano nemmeno approvvigionamenti d'acqua, ovvero fontane. Insomma è stata una bellissima esperienza, ma non facile". L'arrivo? "Quando siamo arrivati ad Assisi, splendida città dell'Umbria - conclude Francesco - la notte abbiamo dormito in albergo per avere un sonno più tranquillo e, per tornare a casa, abbiamo preso il treno. Dopo una bella parentesi nel passato, è stato un attimo tornare nella modernità". 

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