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Una foto degli anni passati

Una foto degli anni passati

In pieno svolgimento la straordinaria vacanza di condivisione di Sappada

Le avanguardie dell’edizione 2013 del Campo di Sappada sono approdate in Carnia nel primo pomeriggio di domenica 28 luglio, ma in serata era già tutto pronto per una nuova straordinaria avventura di condivisione.

Le avanguardie dell’edizione 2013 del Campo di Sappada sono approdate in Carnia nel primo pomeriggio di domenica 28 luglio, ma in serata era già tutto pronto per una nuova straordinaria avventura di condivisione. Si protrarrà sino al 7 agosto prossimo la consueta vacanza di condivisione fra sani e disabili promossa dalla parrocchia forlivese di San Paolo Apostolo. In principio c’erano don Amedeo Pasini e Borca di Cadore.

Oggi persistono Francone Casadei e don Mino Flamigni, che dal 2008 si sono allungati in Friuli pur di non far cadere nel vuoto un’esperienza d’amore unica nel suo genere. Gli iscritti all’edizione 2013 sono 150. Il grosso dei partecipanti proviene dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro, anche se non mancano adesioni da fuori provincia. Per il sesto anno consecutivo, ad accogliere i protagonisti della singolare vacanza caritativa che bandisce ogni forma di assistenzialismo, è il “Villaggio Dolomitico” di Piani di Luzza. Dotato di ben 600 posti letto a due passi dalle sorgenti del Piave, il centro è attrezzato per ogni tipo di sport con un grado di accessibilità pressoché assoluto. Rispetto all’esperienza di Borca riproposta per 35 anni consecutivi nel cuore del Cadore, rimangono inalterati formula e spirito.

La condivisione fra sani e disabili in vacanza a Sappada, resta sempre quel singolare gesto d’amore scattato tanti anni fa, quando la chiesa parrocchiale di via Pistocchi esisteva solo sulla carta. Fedele alla proporzione di tre volontari per ogni disabile iscritto, il soggiorno si dipanerà fra incontri, giochi, passeggiate ed animazione sullo sfondo del rapporto fraterno fra sani e “diversamente abili”. Come nelle migliori storie, un bel giorno dell’estate 1971, i sacerdoti don Mino Flamigni e don Amedeo Pasini, rispettivamente parroco e cappellano dell’allora neonata San Paolo, girarono alla già nutrita comunità di fedeli un dubbio più che legittimo: “Per quale motivo ad agosto si sospende ogni attività, fra cui anche l’accoglienza ai disabili?”. Qualcuno vide il poderoso albergo “San Pio X” di Borca di Cadore, realizzato alla fine dell’Ottocento, efficiente e senza barriere, di proprietà della Diocesi di Padova. Si partì già quell’anno con quaranta persone.

“Capimmo – ha sempre spiegato il grande don Amedeo, scomparso l’8 maggio del 2011 - che non era giusto parcheggiare quelle persone, ma condividere anche le ferie estive. Da noi non si fa assistenza ma si vive l’amicizia”. Da qui l’ormai leggendario Campo vacanza di Borca-Sappada, copiato in tutt’Italia e anche oltre

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