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Inaugurato il fonte battesimale per il "rito romano antico" alla chiesa di Castellaccio

Il rito è più esteso di quello postconciliare – oggi adottato – e si esegue in lingua latina. L'inaugurazione si è tenuta nella chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio

Torna il battesimo con il "rito romano antico", che non veniva eseguito da cinquant'anni in Romagna. Il rito è più esteso di quello postconciliare – oggi adottato – e si esegue in lingua latina. La possibilità si terrà nella chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio, che si trova a Villa Rotta, recentemente acquistata dal gruppo lefreviano di Forlì. E’ stata infatti  officiata la benedizione del fonte battesimale collocato nella chiesa, eseguito da Don Gabriele D’Avino che ha poi celebrato la S.Messa, sempre in rito tridentino accompagnata da canti gregoriani. Il fonte battesimale, opera dello scultore Gianluca Guccini di Alfero, ha forma a vasca rotonda, reca nel capo frontale, visibile dall'ingresso, una conchiglia – simbolo cattolico del battesimo - e riporta, sulla sommità del bordo, tre parole latine disposte a forma di Croce: "Sicut cervus desiderat", richiamando il  salmo 42 «Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio», che viene recitato durante la Veglia Pasquale del Sabato Santo.

Spiega una nota: "Il materiale di composizione del fonte in pietra è stato estratto dalle cave arenarie della zona di Balze, ed è stato scelto proprio per creare uno stretto legame tra la chiesa mariana ed il masso pietroso delle Balze sul quale, alla fine del '400, apparve la Madre di Dio.  Il 17 luglio 1494, infatti, La Vergine Maria, su di un masso con il Bambino in braccio, apparve a due fanciulle pastorelle, una muta, l’altra cieca: all’istante la cieca acquistò la vista e la muta la favella".

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