Medicina, Forlì scelta dagli studenti più bravi al test: neonata, è già 12-13° nelle sedi preferite

Dopo la partenza delle lezioni al campus universitario di via Corridoni per i primi 95 studenti del corso di laurea di Medicina a Forlì, arriva anche la cerimonia ufficiale

Dopo la partenza delle lezioni al campus universitario di via Corridoni per i primi 95 studenti del corso di laurea di Medicina a Forlì, arriva anche la cerimonia ufficiale che segna l'inizio del nuovo e importante filone di studi universitari. In un teatro Diego Fabbri allestito rigidamente in base alla normativa anti-Covid, mercoledì mattina è stato il turno delle autorità che hanno reso possibile il raggiungimento  del traguardo. Al completamento del ciclo di studi, tra 5-6 anni, Forlì potrà contare circa 600 studenti universitari in più, che si aggiungono agli oltre 5.500 già presenti al campus, a cui si affiancano già ora circa 200 tra docenti e ricercatori e altre 250 unità di personale amministrativo. Insomma, ormai una "città nella città", a 31 anni dal varo della sede distaccata dell'Università di Bologna a Forlì e in Romagna. 

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Gli studenti più bravi hanno scelto Forlì

Considerato che questi aspiranti medici in parte resteranno poi sul territorio, che qui faranno ricerca e attività divulgativa, si prevede un bel volano economico e culturale per la Forlì. E dai dati sciorinati nella presentazione emerge che Forlì e Ravenna, pur essendo appena nate,  si posizionano al 12-13° posto (il rettore Francesco Ubertini non ha voluto specificare quale prima e quale seconda, parlando di una sorta di ex-aequo) nella lista delle preferenze espresse dagli aspiranti medici al test nazionale, su circa 40 sedi in cui in Italia è possibile laurearsi in Medicina. "Il 40% degli studenti del primo anno risiede nella provincia di Forlì-Cesena, mentre ci aspettavamo maggiore disomogeneità - spiega il prorettore per la didattica Enrico Sangiorgi -. Questo significa che molti studenti del nostro territorio sono attratti dalla nostra università e che le scuole superiori del territorio sono di grande qualità". Infatti, sempre dai dati diffusi, emerge che tutti i 95 studenti del primo anno sono rientrati nelle prime 1.200 posizioni al test nazionale di Medicina, sui circa 13mila che sono riusciti a prendere un posto a numero chiuso e sui 66.600 che si sono iscritti al test. A Forlì si trovano quindi studenti che si sono posizionati nella fascia eccellente del primo 10% in base al test d'ingresso. Se, quindi, chi primo arriva meglio alloggia, in questo caso molti dei primi arrivati hanno scelto di alloggiare a Forlì, dove c'è un campus universitario moderno, un ospedale avanzato in cui formarsi e dove si esce laureati col titolo dell'Alma Mater, l'università più antica del mondo.

Il rettore: "Pezzo del progetto Romagna Salute"

Ha introdotto il rettore dell'Alma Mater Francesco Ubertini: “L’istituzione dei corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia a Forlì e a Ravenna è un pezzo di un più ampio e ambizioso traguardo.  Lo scorso anno, in occasione dei 150 anni dalla stipula della convenzione tra l’Alma Mater e il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, abbiamo avviato un progetto di integrazione con AUSL Romagna. Un progetto che abbiamo chiamato 'Romagna Salute'. Una sinergia che abbraccia didattica, ricerca e assistenza e coinvolge la Regione, gli enti del territorio e tutte le città su cui insiste il Multicampus: Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini. Ognuna di queste città, con le proprie strutture e le relative funzioni sanitarie è chiamata a rappresentare le specifiche vocazioni dei territori romagnoli. 'Romagna Salute' avrà negli anni a venire per i nostri territori la stessa importanza che ebbe, trent’anni fa, l’avvio del Multicampus".

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Il sindaco: "Forlì è al passo con i tempi"

“L’insediamento del corso di laurea di medicina e chirurgia – ha affermato il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini - rappresenta la più grande delle ripartenze per Forlì e la Romagna e la riprova che la nostra è sempre di più una città universitaria e un’eccellenza dell’Alma Mater. La sfida di medicina ci pone l’onere e l’onore di costruire una città a misura dei suoi studenti, integrata e aperta all’offerta didattica del suo campus sia sotto il profilo dei servizi che dal punto di vista della viabilità, dell'accoglienza e della mobilità urbana. È la formazione accademica a tracciare e ridisegnare la rotta di una Forlì al passo con i suoi studenti.”  

VIDEO - Il rettore: "Gli studenti più bravi hanno scelto Forlì"
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Volge lo sguardo ad un passato che pare lontano il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Roberto Pinza, che tra l'altro ricorda la cena con cui si buttò sul tavolo un'idea di Medicina che pareva lontana, ma che in circa tre anni si è concretizzata: "Quando si iniziò a discutere tanti anni fa del primo insediamento universitario in Romagna, vi era una comprensibile diffidenza dell'Università di Bologna nei confronti di un territorio che appariva rissoso, troppo concorrenziale al suo interno, più bravo a far fallire i progetti altrui che realizzare i propri. Nel tempo si è imparato a lavorare assieme e a superare grandi e piccoli egoidsmi istituzionali e territoriali, si è imparato che il successo dell'uno era in ogni caso positivo per tutti, facendo da sprone a far meglio e a maturare idee e progetti nuovi".

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Il sigillo di Caterina Sforza a Ubertini e Pinza

Al Teatro Diego Fabbri il sindaco Zattini ha conferito al Magnifico Rettore Francesco Ubertini e al presidente Roberto Pinza il "Sigillo di Caterina Sforza", l'onorificenza cittadina del Comune di Forlì, per ringraziarli per l’impegno profuso nella attivazione del nuovo corso di studi. Al termine della cerimonia, inoltre, il Rettore dell’Università di Bologna ha donato una pergamena al merito a tutti coloro che si sono impegnati per l’avvio del corso forlivese e lo hanno sostenuto economicamente, ovvero alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, il Comune Forlì, Ser.In.Ar., l’Istituto Oncologico Romagnolo in memoria di Dino Amadori. Pergamena anche ai sostenitori privati: Italo Carfagnini, amministratore delegato Macifin; Ettore Sansavini, presidente GVM Care & Research; la famiglia Silvestrini-Gazzoni-Vespignani (Giuseppe Silvestrini e Gianpaola Gazzoni; Luciano e Sara Vespignani e Maria Grazia Silvestrini) .
 

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