Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Siccità, altri roghi di sterpaglia e tour de force dei Vigili del Fuoco: in fumo anche rotoballe di paglia

Da lunedì e attivo, e proseguirà almeno fino alla mezzanotte di domenica 18 in tutta l’Emilia-Romagna “lo stato di grave pericolosità” per il rischio di incendi boschivi

Caldo, terreni secchi e vento. Continuano ad imperversare nel Forlivese i roghi causati dalla siccità. Martedì i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Forlì-Cesena sono stati impegnati in diversi interventi, due dei quali hanno interessato due campi agricoli. In via Ventinove, al confine tra il territorio forlivese e ravennate, tra Branzolino e Filetto, si è incendiato una superficie di circa un ettaro, dove si trovavano anche rotoballe di paglia da grano. Il personale del 115 è stato impegnato anche in via Dieci Martiri, nei pressi di Villa Rotta: a bruciare una superficie di circa 300 metri quadrati dove erano presenti delle rotoballe. Altri piccoli roghi di sterpaglie si sono sviluppati lungo la Cervese nei pressi del fiume Ronco e in via Dragoni. Le cause che hanno innescato i vari roghi sono al vaglio delle forze dell'ordine, che hanno proceduto ai rilievi di legge.

Da lunedì e attivo, e proseguirà almeno fino alla mezzanotte di domenica 18 in tutta l’Emilia-Romagna “lo stato di grave pericolosità” per il rischio di incendi boschivi. Il provvedimento è stato emanato dal Direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Rita Nicolini, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando Regione Carabinieri Forestale. Viene stabilito il divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci, all’interno delle aree forestali. Sono anche vietati gli abbruciamenti di residui vegetali e delle stoppie.

All’aumento dei divieti corrisponde un inasprimento delle sanzioni. Chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti pericolosi può subire sanzioni fino a 10.000 euro. Sotto il profilo penale, è prevista la reclusione da 4 a 10 anni, se l’incendio è doloso (provocato volontariamente); ma anche se l’atto è solo colposo (causato in maniera involontaria), per negligenza, imprudenza o imperizia, si può essere condannati a risarcire i danni. Lo stato di “grave pericolosità” si basa su una valutazione a cui concorrono vari soggetti: il centro funzionale Arpae dell'Emilia Romagna analizza la situazione climatica e le previsioni meteo a medio termine (piogge attese, intensità della ventilazione), misurando gli indici di suscettività e di propagazione, i Carabinieri Forestale valutano lo stato della vegetazione e i Vigili del Fuoco i dati sugli incendi effettivamente verificati e sul territorio coinvolto. Solo negli ultimi sette giorni sono stati registrati 68 incendi, alcuni superiori all’ettaro, con interventi dell’elicottero (in provincia di Bologna) e dei Canadair (in provincia di Rimini). Nella riunione di coordinamento del 30 giugno, è emersa la necessità di dichiarare l’immediato innalzamento del rischio incendi: lo stato di grave pericolosità potrà essere prorogato.

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